Newsletter N27 – Il mondo camilliano visto da Roma… e Roma vista dal mondo

NEWSLETTER 27  SPAGNOLO
agosto – settembre 2016

IL CUORE CHE PERDONA, ACCAREZZA!

Papa Francesco alla Porziuncola – Assisi
IN OCCASIONE DELL’OTTAVO CENTENARIO DEL PERDONO DI ASSISI
Giovedì, 4 agosto 2016

01-44Mi piace ricordare oggi, le parole che, secondo un’antica tradizione, san Francesco pronunciò proprio qui, davanti a tutto il popolo e ai vescovi: “Voglio mandarvi tutti in paradiso!”. Cosa poteva chiedere di più bello il Poverello di Assisi, se non il dono della salvezza, della vita eterna con Dio e della gioia senza fine, che Gesù ci ha acquistato con la sua morte e risurrezione?

Il paradiso, d’altronde, che cos’è se non il mistero di amore che ci lega per sempre a Dio per contemplarlo senza fine? La Chiesa da sempre professa questa fede quando dice di credere nella comunione dei santi. Non siamo mai soli nel vivere la fede; ci fanno compagnia i santi e i beati, anche i nostri cari che hanno vissuto con semplicità e gioia la fede e l’hanno testimoniata nella loro vita. C’è un legame invisibile, ma non per questo meno reale, che ci fa essere “un solo corpo”, in forza dell’unico Battesimo ricevuto, animati da “un solo Spirito” (cfr Ef 4,4). Forse san Francesco, quando chiedeva a Papa Onorio III il dono dell’indulgenza per quanti venivano alla Porziuncola, aveva in mente quelle parole di Gesù ai discepoli: «Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi» (Gv 14,2-3).

Quella del perdono è certamente la strada maestra da seguire per raggiungere quel posto in Paradiso. È difficile perdonare! Quanto costa, a noi, perdonare gli altri! Pensiamoci un po’. E qui alla Porziuncola tutto parla di perdono! Che grande regalo ci ha fatto il Signore insegnandoci a perdonare – o, almeno, ad avere la volontà di perdonare – per farci toccare con mano la misericordia del Padre! Abbiamo ascoltato la parabola con la quale Gesù ci insegna a perdonare (cfr Mt 18,21-35). Perché dovremmo perdonare una persona che ci ha fatto del male? Perché noi per primi siamo stati perdonati, e infinitamente di più. Non c’è nessuno fra noi, qui, che non sia stato perdonato. Ognuno pensi… pensiamo in silenzio le cose brutte che abbiamo fatto e come il Signore ci ha perdonato. La parabola ci dice proprio questo: come Dio perdona noi, così anche noi dobbiamo perdonare chi ci fa del male. È la carezza del perdono. Il cuore che perdona. Il cuore che perdona accarezza. Tanto lontano da quel gesto: “me la pagherai!” Il perdono è un’altra cosa. Precisamente come nella preghiera che Gesù ci ha insegnato, il Padre Nostro, quando diciamo: «Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori» (Mt 6,12). I debiti sono i nostri peccati davanti a Dio, e i nostri debitori sono quelli a cui anche noi dobbiamo perdonare.

È un perdono pieno, totale, con il quale ci dà certezza che, nonostante possiamo ricadere negli stessi peccati, Lui ha pietà di noi e non smette di amarci. Come il padrone della parabola, Dio si impietosisce, cioè prova un sentimento di pietà unito alla tenerezza: è un’espressione per indicare la sua misericordia nei nostri confronti. Il nostro Padre, infatti, si impietosisce sempre quando siamo pentiti, e ci rimanda a casa con il cuore tranquillo e sereno dicendoci che ci ha condonato ogni cosa e perdonato tutto. Il perdono di Dio non conosce limiti; va oltre ogni nostra immaginazione e raggiunge chiunque, nell’intimo del cuore, riconosce di avere sbagliato e vuole ritornare a Lui. Dio guarda al cuore che chiede di essere perdonato.

Il problema, purtroppo, nasce quando noi ci troviamo a confrontarci con un nostro fratello che ci ha fatto un piccolo torto. La reazione che abbiamo ascoltato nella parabola è molto espressiva: «Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”» (Mt 18,28). In questa scena troviamo tutto il dramma dei nostri rapporti umani. Quando siamo noi in debito con gli altri, pretendiamo la misericordia; quando invece siamo in credito, invochiamo la giustizia! E tutti facciamo così, tutti. Non è questa la reazione del discepolo di Cristo e non può essere questo lo stile di vita dei cristiani. Gesù ci insegna a perdonare, e a farlo senza limiti: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette» (v. 22). Insomma, quello che ci propone è l’amore del Padre, non la nostra pretesa di giustizia. Fermarsi a questa, infatti, non ci farebbe riconoscere come discepoli di Cristo, che hanno ottenuto misericordia ai piedi della Croce solo in forza dell’amore del Figlio di Dio. Non dimentichiamo, dunque, le parole severe con le quali si chiude la parabola: «Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello» (v. 35).

Il mondo ha bisogno di perdono; troppe persone vivono rinchiuse nel rancore e covano odio, perché incapaci di perdono, rovinando la vita propria e altrui piuttosto che trovare la gioia della serenità e della pace. Chiediamo a san Francesco che interceda per noi, perché mai rinunciamo ad essere umili segni di perdono e strumenti di misericordia.

KENYA: I CAMILLIANI CELEBRANO 40 ANNI DI FONDAZIONE

Karungu, prima professione di 4 noviziE’ naturale che sia Tabaka il luogo dove i Camilliani del Kenya celebrano i 40 anni della loro presenza nel Paese. Anche se i Camilliani sono ormai presenti in diverse altre località, è sempre Tabaka che balza alla mente quando si parla della nostra missione nel Paese africano dell’Africa orientale. Non per nulla un articolo del 2003 della rivista Misssione Salute definiva Tabaka come La primogenita.

La data del 15 agosto 1976 è stata stabilita come giorno ufficiale della fondazione, anche se diversi Ministri degli Infermi dell’allora Provincia Lombardo Veneta avevano già messo piede a Tabaka per periodi più o meno brevi per saggiare il terreno ove stabilire la nostra opera; tale terreno era in effetti un ospedale già costruito qualche anno prima dalla Misereor tedesca nel territorio parrocchiale di Tabaka, diocesi di Kisii.

LEGGI QUI L’ARTICOLO COMPLETO DI P. PAOLO GUARISE

CRACOVIA GMG 2016

  13653073_893572674111077_4039576181773417102_oDal 26 luglio al 31 luglio 2016 si è svolta a Cracovia la Giornata Mondiale della Gioventù. Ecco le immagini dei camilliani che hanno partecipato a questo importante evento

GALLERIA FOTOGRAFICA

 

 

ROMA – CAMILLIANUM

Ecco il Video promozionale del Camillianum l’unico Istituto Internazionale di Teologia Pastorale Sanitaria, centro di ricerca per il secondo (licenza) e terzo ciclo (dottorato) di teologia e incorporato alla Facoltà di Sacra Teologia della Pontificia Università Lateranense.

ROMA – GIUBILEO DEL VOLONTARIATO E DEGLI OPERATORI DI MISERICORDIA ALLA ‘MADDALENA’ (2-4 settembre 2016)

DIl Pontificio Consiglio per la nuova Evangelizzazione – a cui è affidata l’organizzazione degli eventi del Giubileo Straordinario della Misericordia – ha chiesto la disponibilità della nostra bella chiesa della ‘Maddalena’ per organizzare una parte del grande evento giubilare che culminerà con la Canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta  (domenica 4 settembre 2016).

Nei giorni 2 e 3 settembre 2016 – dalle ore 14.00 alle ore 21.00 (non-stop) – anche la nostra chiesa è stata luogo deputato alla catechesi sulla Misericordia, per eventi di riflessione e preghiera, per la celebrazione del sacramento della riconciliazione, proprio nel contesto del Giubileo del Volontariato e degli Operatori di Misericordia.

Cfr. Articolo di p. Anthoni Jeorge Kunnel sulla sua esperienza personale di servizio con Madre Teresa di Calcutta. ITALIANO / INGLESE

INDIA – Appello di p. Baby Ellickal – Superiore Provinciale – dopo l’inondazione nel Bihar

IMG_6968Una massiccia inondazione è verificato intorno alle rive del fiume Gange. Secondo il rapporto ufficiale, 2,9 milioni di persone sono state coinvolte da questa esondazione.
Alimentato da forti piogge nella regione Terai del Nepal, il fiume Gange a Colgong nel distretto di Bhagalpur è tracimato. I fiumi Ghaghra-Darauli e Gangpur-Siswan, (gruppo di fiumi dell’Adhwara) hanno superato il livello della piena nelle regioni di Sivan, Darbhanga, Bagmati-Benibad nel distretto di Muzaffarpur e Mahananda in Purnea.
Nel Bihar, il 12 distretti dello stato Purnea sono stati coinvolti da questa emergenza di inoldazioni: Kisanganj, Araria, Darbhanga, Madhepura, Bhagalpur, Katihar, Saharsa, Supual, Gopalganj, Muzaffarpur e East Champaran.
Centinaia di persone hanno perso la vita, migliaia di persone hanno perso le loro case e ancora migliaia sono dispersi. Ci vuole molto tempo per ricostruire la loro vita, affinché possa ritornare alla normalità. Chiediamo a tutti i nostri cari amici, benefattori, sostenitori e volontari sanitari di sostenere questa causa con la loro preghiera, la presenza o altri mezzi di sostegno.
Camillian Task Force sta organizzando i campi sanitari insieme a CARITAS India e inizierà i primi interventi di soccorso il 10 agosto p.v.

Ci impegneremo affinché ogni aiuto e sostegno economico che riceveremo, attraverso CTF-India, possa raggiungere le persone più bisognose.
Ringraziandovi in anticipo.

I CAMILLIANI IN GEORGIA E L’ATTESA DI PAPA FRANCESCO

“ANDATE NELLE PERIFERIE!”

Immagine 4La Sala Stampa Vaticana ha reso noto il programma del viaggio apostolico di papa Francesco in Georgia e Azerbaijan (30 settembre – 2 ottobre 2016). Sabato 1 ottobre – festa di santa Teresa di Lisieux, patrona delle missioni – il Santo Padre celebrerà un incontro con gli assistiti e con gli operatori delle opere di carità della chiesa, davanti al centro di assistenza dei Camilliani.

Dopo lo storico viaggio in Armenia di papa Francesco del giugno scorso la Chiesa di Tbilisi attende e si prepara per la visita del Pontefice, fissata per la fine di settembre prossimo.

Il Vescovo di Tbilisi Mons. Giuseppe Pasotto ha reso noto in questi giorni il programma della visita, che prevede anche l’incontro del Pontefice con i rappresentanti delle opere caritative della Chiesa sparse sul territorio georgiano (Caritas, Suore Missionarie della Carità, Piccole Figlie di San Giuseppe, Associazione Comunità Giovanni XIII, Camilliani etc..).

L’incontro avverrà nel territorio della Missione San Camillo.

Questo per noi è un grande onore e ci permetterà di fare a Francesco il migliore dei regali: l’incontro e la conoscenza dei nostri ragazzi disabili, delle nostre famiglie disagiate e dei nostri malati, i prediletti di San Camillo e del Padre celeste, i nostri signori e padroni.
Siamo certi che il Santo Padre apprezzerà e osiamo sperare che l’incontro possa offrire a tutti un tempo di condivisione e di allegria, da ricordare con gioia!
Dalla Georgia Vi giunga il nostro abbraccio fraterno

I confratelli missionari camilliani

Leggi la storia dei camilliani in Georgia
Redemptor Hominis dei Camilliani a Tblisi (Georgia)

PROVINCIA NORD-ITALIANA – TRENTO

LA RELIQUIA DEL CUORE DI SAN CAMILLO DE LELLIS A TRENTO

La Famiglia Camilliana di Trento ha proposto alla Consulta per la Pastorale della salute della Diocesi, in occasione del Giubileo dei Malati e delle Associazioni Cristiane che si dedicano al loro servizio, di venerare la Reliquia del Cuore di San Camillo de Lellis, Patrono dei malati e di coloro che li assistono.

Il programma si sviluppa dal 24 al 26 settembre p.v. e coinvolge i religiosi camilliani che vivono presso la Chiesa del S. Cuore, le religiose Figlie di san Camillo e la loro clinica, la diocesi di Trento con le celebrazioni in Duomo e l’attività camilliana di recupero per malati psichiatrici accolti presso il Maso S. Pietro di Pergine.
TAIWAN

Il 29 Luglio (2)Il 29 luglio, a Hanshi si conclude il mese di attività organizzato dagli studenti universitari della Università cattolica  Furen, che ogni anno offrono un mese del loro tempo, per aiutare gli studenti delle scuole elementari e medie per progredire sia nell’apprendimento culturale che nella fede.

Il giorno 31 luglio, un nostro parrocchiano di Hanshi ha ricevuto un atto di encomio da parte del governo, come riconoscimento per il suo costante impegno come responsabile della struttura di beneficenza per tutta la zona.

Il 3 agosto, secondo la cultura taiwanese si celebra la festa degli spiriti. Secondo la tradizione,
durante il settimo mese lunare, gli spiriti sono liberi di uscire dagli inferi e la gente per proteggersi compie diverse cerimonie. La Chiesa ha cercato di ‘cristianizzare’ questo evento, proponendo delle preghiere per gli antenati ed aspergendo con l’acqua benedetta anche i vari reparti del nostro ospedale.

Durante il mese di agosto il neo sacerdote camilliano, p. Henry II Angupa ha celebrato la santa messa di ringraziamento in alcune chiese di Taiwan.

Commemorazione di p. Celestino Rizzi e di Sr. Claudia Martinelli a 65 anni dalla morte

IMG_5931 (3)Il giorno 30 agosto 1951, nello Yunnan (Cina), dopo solo tre anni di lavoro, moriva di tifo una suora camilliana che lavorava come infermiera nell’ospedale costruito dai camilliani.  Due settimane dopo, e precisamente il 13 settembre 1951, assistito dai Confratelli moriva di meningite il Superiore della comunità camilliana: p. Celestino Rizzi ad appena 37 anni.

La suora – religiosa Ministra degli Infermi – e il confratello camilliano sono stati sepolti nel cimitero cattolico. L’anno successivo i comunisti invadevano il territorio cinese, e con l’intenzione di eliminare tutti i segni religiosi, hanno arato le tombe dove oltre a sr. Claudia e p. Celestino, erano sepolti anche tre padri delle missioni estere di Parigi, tre padri cinesi e due suore.

Le tombe sono scomparse, ma dopo oltre 70 anni, l’attuale parroco, con alcuni fedeli parrocchiani, portando degli arnesi, hanno voluto salire sulla montagna per rendersi conto dello stato delle tombe.  Dopo alcuni scavi hanno trovato i nomi delle suore e dei padri, ma solo di p. Celestino hanno trovato alcune ossa e su nostra indicazione hanno ricostruito una tomba, mentre per gli altri hanno posto solo una lapide commemorativa.

Il giorno 9 agosto 2016, p. Giuseppe Didoné, delegato camilliano di Taiwan, è stato invitato a benedire la tomba. P. Celestino Rizzi era nato a Cavizzana il 6 giugno 1914. Nel 1947, il secondo gruppo dei missionari camilliani, composto da sei persone, partiva per la Cina. Tra questi c’era anche p. Celestino.

Dopo lo studio della lingua cinese a Pechino, è stato inviato a Huitse, una città dello Yunnan, dove iniziò subito a costruire l’ospedale S. Camillo che venne inaugurato il 15 agosto 1948. All’interno c’era una piccola chiesa dedicata al Sacro Cuore. Aveva in programma di costruire una grande chiesa dedicata all’Immacolata, ma con l’avvento del comunismo, non riuscì a portarla a
termine. Nel 1949, il 12 settembre, p. Celestino inaugurò anche una scuola elementare. L’8 dicembre dello stesso anno inaugura un orfanatrofio che verrà affidato alla gestione delle suore.

Celestino aveva promesso di non lasciare la Cina, neanche con l’avvento del comunismo: il Signore lo ha esaudito chiamandolo a sé, ma il suo corpo è rimasto immerso nella terra cinese. Dopo l’avvento del comunismo, l’ospedale è stato requisito dai comunisti, lasciando il nome di ospedale S. Camillo per soli cinque anni. Poi è stato denominato ospedale del popolo, anche se il direttore, a tutti i visitatori, espone sempre le origini cattoliche di questa istituzione sanitaria. Dove c’era l’orfanatrofio, ora c’è la Chiesa parrocchiale. Alcuni cristiani anziani, over 85, si ricordano ancora dello stile particolare di p. Celestino che li ha battezzati e di fr. Davide Giordan che come infermiere, curava le loro malattie.

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PROVINCIA ROMANA

antonio-zinniCon immensa gioia nel cuore e infinita gratitudine al Signore per il dono della vocazione sacerdotale, unitamente alla propria famiglia, alla Provincia Romana dei Religiosi Camilliani e alla Comunità dell’Ospedale San Giovanni Addolorata – Roma padre Antonio Zinni diacono annuncia la sua ORDINAZIONE PRESBITERALE per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di  S.E.Rev.ma Mons. Bruno Forte Arcivescovo di Chieti -Vasto               sabato 8 ottobre 2016 alle ore 10:00 Chiesa di Santa Maria Maggiore Vasto

 

CADIS – Conferenza annuale dei Responsabili di CADIS

formato primo pianoAris Miranda, Consultore incaricato per il Ministero, comunica l’indizione della Conferenza annuale dei Responsabili di CADIS (Camillian Disaster International Service), che si svolgerà dal 21 al 30 novembre 2016, presso il Centro Camilliano di Pastorale di Bangkok (Thailandia). Il tema della Conferenza internazionale sarà: ‘Costruire la resilienza delle comunità più vulnerabili attraverso l’innovazione, partnership e costruzione di reti: accompagnando i primi passi verso il 2020’.

Cfr. INVITO

TERREMOTO CENTRO ITALIA

Poco più di una settimana è passata dal terremoto che ha colpito il centro italia all’alba del 24 agosto. La celebrazione dei funerali delle vittime ad Amatrice ha chiuso la prima fase dell’emergenza aprendo ad un lavoro più complesso ed articolato che ha come obiettivo principale la ricostruzione e che necessita di tempi certi.

Martedì 30 agosto il team di CADIS, coordinato da Padre Aris Miranda e composto da Padre Sergio Palumbo e Padre John Toai ha iniziato il lavoro di valutazione dei bisogni nella diocesi di Rieti (Amatrice).

Rivolgiamo l’appello ai Superiori Provinciali in Italia per dare disponibilità di Confratelli e Consorelle che potrebbero essere preziose in una opera di ascolto e di accompagnamento delle vittime con permanenze sul luogo piu o  meno lunghe oltre che alle sempre necessarie risorse economiche. LEGGI QUI

26 agosto 2016 un centinaio di ragazzi davanti a Maria Salus infirmorum per pregare per le vittime del terremoto ma anche per chi si è salvato e per quanti stanno dononando aiuto

INCONTRO INTERNAZIONALE DEI CAPPELLANI CAMILLIANI

9Dal 4 al 6 novembre 2016, presso la Casa generalizia dei Fratelli delle Scuole Cristiane (Lassaliani) di Roma, si celebrerà la Conferenza internazionale dei Cappellani camilliani. L’incontro si articolerà attorno al tema: ‘Cappellania ospedaliera, al cuore del ministero camilliano’.

Cfr. INVITO ITALINO / INGLESE

 

ROMA – CASA GENERALIZIA

Dal 5 al 7 settembre 2016, presso la Casa Generalizia a Roma, si è svolto il IV raduno della Commissione Economica Centrale dell’Ordine (p. Lorenzo Testa, p. Giovanni Contarin, p. Mario Kozik, p. Giustino Scattolin, rag. Massimo Iannacchino, dott. Emilio Servando Villar Pernas), sotto il coordinamento di fr. José Ignacio Santaolalla, economo generale dell’Ordine. Ringraziandoli per la loro generosa disponibilità, auguriamo un fruttuoso lavoro per una sempre maggiore “vigilanza e trasparenza nel trattare i problemi economico-finanziari”.

AGENDA DEL SUPERIORE GENERALE E DELLA CONSULTA

IMG_4313Dal 10 al 25 luglio p.v., p. Leocir Pessini insieme con fr. Ignacio Santaolalla, sono stati in Brasile, in visita ai Confratelli delle Comunità camilliane dell’area nord, nord-est ed est del paese.

MESSAGGIO DEL SUPERIORE GENERALE ALLE COMUNITÀ DELLA PROVINCIA BRASILIANA A CONCLUSIONE DELLA VISITA FRATERNA (PASTORALE E CANONICA) ALLA PROVINCIA CAMILLIANA BRASILIANA. Ringraziamento!

Messagio del Generale in ITALIANO / INGLESE

Il Superiore generale insieme a fr. José Ignacio Santaolalla, Economo generale, dal 15 al 18 agosto 2016 ha partecipato a Lima, all’Assemblea generale della Vice Provincia del Perù.

Messaggio in PORTOGHESE / INGLESE / SPAGNOLO / ITALIANO

Dal 4 al 14 settembre 2016, p. Leocir Pessini insieme con p. Aris Miranda, saranno in visita ai Confratelli della Comunità camilliana di Sidney (Australia).

Dal 15 al 26 settembre 2016, p. Leocir Pessini sarà in visita ai Confratelli delle Comunità camilliane della Provincia Siculo-Napoletana.

PROSSIMO RADUNO DEL SUPERIORE GENERALE E DEI CONSULTORI CON I SUPERIORI MAGGIORI DELL’ORDINE

SDFSDFSDFIl prossimo incontro del Superiore generale e dei Consultori con i Superiori maggiori dell’Ordine sarà celebrato a Ouagadougou (Burkina Faso) dal 9 al 16 ottobre 2016, presso il Centre National Cardinal Paul Zoungrana (CNCPZ) ubicato al centro della Capitale, vicino al ‘Centre Médical S. Camille’ di Ouagadougou.

L’incontro si inserisce nei festeggiamenti del 50° anniversario della presenza camilliana in Burkina Faso. Lo spirito giubilare sarà anche il contesto per celebrare insieme l’Erezione Canonica della Neo Provincia Camilliana del Burkina Faso (celebrazione prevista per il giorno 13 ottobre 2016).

La celebrazione giubilare (‘rendimento di grazie’) è prevista per il giorno 16 ottobre 2016, con l’invito a partecipare esteso a tutti i Confratelli che hanno reso possibile la presenza del carisma camilliano in Burkina, in questi 50 anni.

I confratelli camilliani burkinabè hanno già iniziato l’Anno Giubilare della Misericordia per l’arrivo dei primi camilliani 50 anni fa, con una serie di iniziative spirituali, formative, vocazionali, liturgiche, raccolte sotto un frammento evangelico (Lc 5,4): “Testimoni di Misericordia. Prendete il largo (Duc in Altum)”. Sarà anche lo stimolo spirituale che accompagnerà il nostro raduno!

Cfr. Invito ‘giubilare’ ufficiale: CELEBRATION DU JUBILE D’OR DE LA PRESENCE CAMILLIENNE AU BURKINA FASO

Cfr. LETTERA DI INVITO  ITALIANO INGLESE

XX RADUNO PANAMERICANO DEI FORMATORI E DEGLI ANIMATORI VOCAZIONALI

14188410_1734389943445170_3477080396218465379_oDal 1 al 5 settembre 2016 a Buenos Aires (Argentina) i formatori e gli animatori vocazionali della geografia camilliana panamericana (Religiosi camilliani, Figlie di san Camillo, Ministre degli Infermi, Missionarie degli Infermi Cristo Speranza, …), si sono radunati per il XX raduno del ‘settore’, attorno ad alcune tematiche generali: il discernimento vocazionale, l’accompagnamento die candidati, umanizzazione delle relazioni, …

Ha preso parte all’evento anche p. Laurent Zoungrana, Vicario generale dell’Ordine e Consultore incaricato per la formazione.

 

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XXXII Convegno Nazionale A.I.Pa.S

maria---balsamo-di-misericordia_2Dal 10 al 13 ottobre, ad Assisi l’A.I.Pa.S. (Associazione Italiana Pastorale Sanitaria) terrà il convegno nazionale di Pastorale della Salute dal tema:

MARIA, BALSAMO DI MISERICORDIA PER LE FERITE DELL’UMANITA’

Per vedere il programma clicca qui sopra.

 

RELIGIOSI DEFUNTI

«Ecco, ora svaniscono. I volti e i luoghi, con quella parte di noi che, come poteva, li amava, per rinnovarsi, trasfigurati, in un’altra trama!» (T.S. Eliot)

Padre Giuseppe Facchin

1928 – 2016

facchinGiuseppe Facchin nasce a Villaganzerla di Castegnero (VI) il 12.10.1928 da Giobattista e Erminia Bodinetti, ultimo di otto figli. In paese, la famiglia è benvoluta da tutti per la sua semplicità, laboriosità, e per il clima di gioviale accoglienza. È il “buon terreno” nel quale nascono e crescono le vocazioni di due sorelle (suore Dorotee) e la sua chiamata alla vita camilliana, alla quale contribuisce anche la figura di padre Paolino Valdesolo. A dodici anni Giuseppe entra a Villa Visconta (Besana Brianza) e prosegue verso le tappe successive: il Noviziato a Verona San Giuliano (14.07.1946), la Professione temporanea (08.09.1947), la Professione perpetua (08.09.1950). La sua buona volontà e intelligenza suggeriscono di inviarlo al Collegio Internazionale di Marino (Roma): frequenta la Gregoriana, ottiene la Licenza in filosofia e teologia, e riceve l’Ordinazione Sacerdotale (17.03.56).

I primi anni di ministero lo vedono a Verona San Giuliano come insegnante e Vice Maestro dei Chierici (1957). Dopo una breve pausa di studi a Roma viene nominato Maestro dei Novizi (1964), un incarico che gli verrà confermato spesso. Nel frattempo è Consigliere Provinciale per la Formazione ((1965), membro della Commissione per la revisione delle Costituzioni (1967-68), Superiore e Maestro dei Novizi prima a Mottinello (1971), poi a Capriate (1974). In questi anni ha modo di ricoprire ad tempus l’incarico di Parroco a Crespi, con stima e affetto dei parrocchiani.

L’esperienza acquisita nel campo formativo e vocazionale lo rendono attento e sempre disponibile anche negli anni successivi, quando è Superiore alla Casa di Cura San Camillo di Milano (1980), Padre Spirituale dei chierici a Verona San Giuliano (1983), Cappellano alla Villa Monga di Verona (1984), di nuovo Consigliere Provinciale per la Formazione (1986), Superiore ed Animatore vocazionale a Mottinello (1992), Superiore a Verona San Giuliano (1998), Superiore a Verona S. Maria del Paradiso (2004), Superiore nuovamente a Verona San Giuliano (2005), Superiore a Mottinello (2007). Da qui, l’arrivo e la permanenza a Capriate, durante la quale si rende ancora disponibile per la formazione dei Novizi.

La salute è ancora buona, il ministero è instancabile, la preghiera è fervorosa, ma … gli anni passano. Compare una stanchezza nella quale i medici individuano i primi sintomi di un grave male che gli sta minando i polmoni. Padre Giuseppe affronta con serenità (nei primi anni anche con frutto) le cure che gli vengono apprestate dai medici della Casa di Cura San Pio X di Milano e dai Fratelli della Comunità che lo assistono.

Tra gli avvenimenti accaduti negli ultimi mesi della sua vita amiamo ricordare l’accoglienza commossa e filiale della reliquia del Cuore di San Camillo in occasione del 50.mo anniversario della nascita della Casa di Riposo (2014) e la celebrazione del 60.mo anniversario della sua ordinazione sacerdotale (2016). In quest’ultima occasione, visibilmente emozionato, si dice “consapevole ormai di avvicinarsi al compimento del suo cammino, colmo di gratitudine al Signore per gli anni trascorsi nella vita camilliana e per il sacerdozio ricevuto in dono, fiducioso nella protezione della Madonna della quale è sempre stato filialmente devoto”. Si potrebbe dire: un testamento spirituale.

Quando il male è ormai diffuso, trasferitosi nella Casa di Riposo insieme ad altri confratelli che vi si trovano, è sempre presente alla messa pomeridiana in cui vuole concelebrare. Due giorni prima di morire chiede il Sacramento dell’Unzione degli Infermi che riceve con devozione. Muore la mattina del 1 agosto 2016.

Siamo grati al Signore per il dono di questo nostro confratello e per tanti suoi  tratti belli: il carattere buono, leale, gioviale, aperto all’amicizia e alla comunione fraterna; il suo esempio di consacrato e sacerdote sempre sollecito nella preghiera e nel ministero; la formazione umana, spirituale e camilliana data ai novizi con cuore paterno e animo giovanile; il calore e l’entusiasmo nel parlare di Gesù o dell’Ordine; il decoro nelle celebrazioni liturgiche e nelle feste mariane; la disponibilità alle richieste di predicazione, di direzione spirituale, di corsi di esercizi spirituali; la sollecitudine nell’assistenza agli anziani e ammalati della Casa di Riposo; la fede e la serenità testimoniate nella sofferenza.  Ora, dal cielo, continui ad ispirarci e incoraggiarci lungo il nostro cammino.

Padre Angelo Baglio

1931 – 2016

PADRE BIAGIOAngelo Baglio nasce a Pontevecchio di Magenta (MI) il giorno 11 marzo 1931 ed è battezzato il giorno successivo.

Papà Emmanuele e mamma Bianchi Rosa provvedono all’edu-cazione umana e religiosa di nove figli, tra i quali due seguiran-no la via della vocazione alla vita consacrata: Suor Rosa, fra le Figlie della Carità, e Padre Angelo.

È lo stesso vice Parroco, don Virginio Colzani, a presentarlo ai Camilliani scrivendo: “L’ho seguito fin dai miei primi anni di sacerdote novello e l’ho subito apprezzato per la sua virtù delicata, la profonda pietà vissuta e l’ottimo esempio che dava … Ha sempre dato prova di umiltà e di impegno negli studi.”

Angelo entra a S. Giuliano in Verona (26.08.1949) dove prosegue gli studi e la formazione camilliana. In pochi giorni seguono prima l’ammissione al Noviziato poi il suo inizio (07.09.1949). Nell’anno successivo, anno santo e della proclamazione del dogma dell’Assunta, emette la Professione temporanea (08.09.1950). Il Chierico Angelo prosegue con frutto gli studi fino all’Ordinazione Sacerdotale che avviene per mano del Vescovo mons. Gerolamo Bortignon a Cittadella (22.06.1958).

La vita di Padre Angelo lo vede alternare con pronta disponibilità e impegno le tappe di formatore, studente, cappellano, missionario, sempre vissute con generosità e senso di responsabilità: Professore dei seminaristi a Besana Brianza e allo stesso tempo Studente universitario in Lettere antiche presso la Cattolica di Milano (1958); Superiore dei Postulanti a Marchirolo (1968) e a Varese; Cappellano presso il Policlinico di Pavia (1975); Missionario in America latina (1977).

È soprattutto durante questi quarant’anni che Padre Angelo mette a frutto le sue buone qualità d’animo, di spirito e di organizzatore, prima in Colombia (1977) poi in Perù (1980). Ricopre i compiti di Cappellano all’“Ospedale Materno Infantil”, è Responsabile della Pastorale vocazionale, Consigliere ed Economo della Delegazione Colombo-Peruana, Superiore ed Economo a Lima, Cappellano all’Ospedale “Arzobispo Loayza” presso il “Convento de la Buenamuerte”, Formatore nel noviziato “San Martin de Porres” e Cappellano dell’ “Istituto de Enfermedades” a Lima, Formatore nel noviziato di Chaclacayo, Maestro del noviziato “Sant’Alberto de Chacrasana”, Economo della “Casa di Trujillo” e Parroco presso la parrocchia della “Virgen de la Medalla Milagrosa”, infine, di nuovo Formatore in noviziato. Le condizioni di salute lo costringono al rientro in Italia nel 2012.

Come si nota, un’attività intensa, distribuita in diversi settori della vita camilliana e di straordinaria fecondità per lo sviluppo dell’Ordine in America latina. Fino agli ultimi mesi della sua vita, nelle conversazioni, non nasconde la soddisfazione per i lunghi anni donati alla Delegazione e la speranza che le future generazioni locali abbiano a raccogliere il dono del carisma loro trasmesso e a farlo fruttificare con altrettanta responsabilità e spirito di sacrificio.

La dedizione alla preghiera, lo spirito filiale verso la Madonna, la serenità del cuore insieme al sorriso, non cessano di colmare le sue giornate, anche quando la condizioni di salute si fanno particolarmente gravi. Ricevuto il sacramento dell’Unzione degli Infermi con visibile partecipazione e attorniato dai famigliari, si incammina verso il cielo la sera del 10 agosto 2016.

È quasi doveroso terminare con un simpatico aneddoto: nel giorno della Professione perpetua dell’8 dicembre del 1953, inizio del primo anno mariano, su un’immaginetta predisposta per ricordare la ricorrenza, Padre Angelo scriveva: “A Maria … offro in letizia la mia giovinezza … A quanti giungerà questo ricordo chiedo il dono di un’Ave Maria”. È una richiesta un po’ singolare, che dice tuttavia il suo animo squisitamente mariano; Padre Angelo sarà certamente contento se ora la trasmetto a te che stai leggendo, unita alle consuete preghiere di suffragio.

«Ora vivono in Cristo, che hanno incontrato nella Chiesa, seguito nella nostra vocazione, servito nei malati e sofferenti. Nella fiducia che il Signore, la Vergine Santa nostra Regina, san Camillo – i beati Luigi Tezza e Giuseppina Vannini – e i nostri Confratelli e Consorelle defunti li accoglieranno fra loro, li affidiamo nella preghiera ricordandoli con affetto, stima e gratitudine».

ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA

PREGHIERA DEL GIUBILEO IN LINGUA

papa_dominicani«E questo ottavo centenario ci porta a fare memoria di uomini e donne di fede e di lettere, contemplativi e missionari, martiri e apostoli della carità, che hanno portato ovunque la carezza e la tenerezza di Dio, arricchendo la Chiesa e mostrando nuove possibilità per incarnare il Vangelo attraverso la predicazione, la testimonianza e la carità: tre pilastri che garantiscono il futuro dell’Ordine, mantenendo la freschezza del carisma fondazionale.

Dio spinse san Domenico a fondare un “Ordine di Predicatori”, essendo la predicazione la missione che Gesù aveva affidato agli apostoli. È la Parola di Dio che brucia dentro e spinge ad andare per annunciare Gesù Cristo a tutti i popoli (cfr. Mt 28, 19-20). Il Padre fondatore diceva: «Prima contemplare, poi insegnare». Evangelizzati da Dio, per evangelizzare. Senza un’unione forte con Lui, la predicazione potrà essere del tutto perfetta, molto argomentata e perfino ammirevole, ma non tocca il cuore, che è quello che deve cambiare. È altrettanto imprescindibile lo studio serio e assiduo delle materie teologiche quanto tutto ciò che permette di avvicinarci alla realtà e dare ascolto al popolo di Dio. Il predicatore è un contemplativo della Parola e anche un contemplativo del popolo, che attende di essere compreso.

Trasmettere più efficacemente la Parola di Dio richiede la testimonianza: maestri fedeli alla verità e testimoni coraggiosi del Vangelo. Il testimone incarna l’insegnamento, lo rende tangibile, attraente, e non lascia indifferente nessuno; unisce alla verità la gioia del Vangelo, la gioia di sapersi amati da Dio e oggetto della sua infinita misericordia.

San Domenico diceva ai suoi seguaci: «A piedi scalzi, andiamo a predicare». Ci ricorda il passo del roveto ardente, quando Dio disse a Mosè: «Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!» (Es 3, 5). Il buon predicatore è consapevole di muoversi in una terra santa, perché la Parola che porta è santa, e lo sono anche i suoi destinatari. I fedeli non hanno bisogno soltanto di ricevere la Parola nella sua integrità, ma devono anche sperimentare la testimonianza di vita di colui che predica. I santi hanno portato frutti abbondanti perché, con la loro vita e la loro missione, parlano con il linguaggio del cuore, che non conosce barriere ed è comprensibile a tutti.

Infine, il predicatore e il testimone devono esserlo nella carità. Senza questa, saranno discutibili e sospetti. San Domenico ebbe un dilemma all’inizio della sua vita, che segnò tutta la sua esistenza: «Come posso studiare su pelli morte mentre la carne di Cristo soffre?». È il corpo di Cristo vivo e sofferente, che grida al predicatore e non lo lascia in pace. Il grido dei poveri e degli esclusi risveglia, e fa comprendere la compassione che Gesù provava per la gente (Mt 15, 32).

Guardandoci intorno, riscontriamo che l’uomo e la donna di oggi sono assetati di Dio. Sono la carne viva di Cristo che grida: “ho sete” di una parola autentica e liberatrice, di un gesto fraterno e di tenerezza. Questo grido ci interpella e deve costituire l’ossatura della missione e dare vita alle strutture e ai programmi pastorali. Pensate a questo quando riflettete sulla necessità di aggiustare l’organigramma dell’Ordine, per discernere la risposta che si deve dare a questo grido di Dio. Quanto più andremo a saziare la sete del prossimo, tanto più saremo predicatori di verità, di quella verità annunciata con amore e misericordia, di cui parla santa Caterina da Siena (cfr. Libro della Divina Dottrina, 35). Nell’incontro con la carne viva di Cristo siamo evangelizzati e ritroviamo la passione di essere predicatori e testimoni del suo amore; e ci liberiamo dalla pericolosa tentazione, oggi così attuale, dello gnosticismo».

papa Francesco ai partecipanti al Capitolo generale dell’Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani)

Giovedì, 4 agosto 2016

 

 

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