Raduno dei Formatori – II Giorno

Ringraziamo p.Nicola Docimo per la relazione

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Il Convegno vede presente più di 50 confratelli appartenenti a vari paesi del mondo. Per i primi 2 giorni saranno presenti alle giornate di lavoro anche alcune rappresentanti delle suore Figlie di San Camillo. La prima giornata è iniziata con la celebrazione delle lodi che hanno aperto i lavori il cui tema centrale è: “I giovani e la vita consacrata”. A guidare la mattinata sono state 3 riflessione di don Pascual Chávez V., ex rettor maggiore dei Salesiani. Le domande di fondo che hanno guidato gli interventi sono state: Chi sono i giovani oggi? Come proporre la vita consacrata oggi? Che cosa è la vita consacrata oggi?

Tre sono stai momenti che hanno caratterizzato le riflessioni:

  1. come sono i giovani di oggi?
  2. il rapporto tra pastorale giovanile, vita di fede e vita consacrata
  3. giovani e vita consacrata.

In unione con il prossimo Sinodo “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale si è riflettuto sul problema dei giovani che sono sempre più distaccati dalla chiesa. Don Pascual Chávez sottolinea in più riprese il fatto che oggi siamo davanti a giovani e adolescenti che si dichiarano atei… ecco perché è ancora più difficile immaginare che questi possano pensare alla vita consacrata: da una parte stimano coloro che la abbracciano ma questa non rientra certo tra le loro scelte di vita. E questo fa si che tutte le congregazione stanno assistendo ad un invecchiamento dei religiosi e ad un flusso sempre più debole delle vocazione (questo è vero per l’Europa ma anche per l’America Latina). Quali le soluzioni?

Un primo tentativo di reazione a questa situazione ci viene suggerito da papa Francesco che ci invita ad ascoltare i giovani. “Se vogliamo cambiare questa tendenza –  sottolinea Chávez – la prima cosa da fare è uscire incontro i giovani per incontrarli li dove si trovano e non aspettarli li dove vogliamo noi. Bisogna ascoltarli con disponibilità e senza risposte prefabbricate; annunciare loro con passione la verità del Vangelo e non avere paura di proporre un annuncio che riempie di senso la loro vita e che dia un orientamento diverso alla loro esistenza; bisogna avere la capacità di accompagnarli con intelligenza e competenza nella ricerca dei loro progetti di vita; diventare insieme a loro discepoli del Signore e finalmente vivere la vita secondo il Vangelo. Questi sono i verbi che dobbiamo mettere in pratica nell’incontro con i giovani: uscire, incontrare, ascoltare, annunciare, accompagnare, discernere e vivere”.

Le suggestioni della mattina sono servite come spunto per i lavori di gruppo che si sono svolti nel pomeriggio. Don Pascual suggerisce le 3 domande per il confronto:

  1. riguardo la pastorale giovanile: stiamo incontrando i giovani? Dove li incontriamo? Sono presenti nella nostra azione pastorale, nel nostro campo, oppure usciamo a loro incontro? Quali sono i bisogni e le attese che noi scopriamo in loro?
  2. Riguardo la pastorale vocazionale: da dove stanno venendo i giovani? Dalle nostre opere? Dai nostri ambienti? Con quali motivazioni vengono da noi? (di solito hanno 3 motivazioni: cercano una forte esperienza di Dio, vogliono un ambiente di comunità amichevole-fraterno, vogliono impegnarsi generosamente per gli altri). Stiamo offrendo loro questo?
  3. Riguardo la formazione: quali sono concretamente le sfide che stiamo incontrando nel campo della formazione dei confratelli-consorelle? (fragilità psicologica, inconsistenza vocazionale, relativismo morale).

La discussione di ritorno in plenaria ha messo in luce i punti di forza e i limiti della pastorale giovanile e vocazionale camilliana che si svolge in ogni area geografica. Gli interventi sono stati raccolti e riassunti da don Pascual che ha concluso dicendo: “Se la vocazione è un dono allora la formazione è un compito. Ogni vocazione è la risposta alla vocazione a Dio e non deve essere mossa solo da uno scopo sociale: alla base deve sempre avere delle motivazione teologali. Come fare si che ci sia una motivazione profonda? Verificare che ci si rivesti di Cristo spogliandosi dell’uomo vecchio. Tutto ciò presuppone una personalizzazione anche della formazione; e ciò significa non solo attuare un accompagnamento personale ma aiutare il candidato a passare da valori conosciuti a valori assunti.

La giornata si chiude con il ringraziamento al Signore nell’Eucarestia presieduta da don Pascual Chávez e concelebrata da tutti i partecipanti.

LE RELAZIONI di don Pascual Chávez

I GIOVANI E LA VITA CONSACRATA OGGI
LES JEUNES ET LA VIE CONSACRÉE AUJOURD’HUI
LOS JOVENES Y LA VIDA CONSAGRADA HOY
THE YOUNG AND CONSECRATED LIFE TODAY

 

I millenari
La génération du Millénaire
Los milenarios
The Millennials

 

Una casa fondata su quattro colonne
Una casa edificada sobre cuatro pilares
Une maison fondée sur quatre colonnes
A House Founded on Four Pillars

 

Le generazioni X – Y – Z – C  italiano  inglese  spagnolo  francese

 

Vita consacrata e Pastorale giovanile
Vida consagrada y pastoral juvenil
Consecrated Life and Pastoral Care for Young People
Vie Consacrée et Pastorale des Jeunes