Rafforzare la formazione camilliana in Africa orientale: su questo tema hanno riflettuto i membri della Commissione per la formazione dell’Africa orientale il 30 settembre nel Seminario di San Camillo, a Nairobi in Kenya. Fanno parte della Commissione anche i camilliani della Tanzania, dell’Uganda e del Kenya (TUK).
Obiettivo dell’incontro era di riflettere sulla situazione attuale della formazione nella regione e individuare modalità concrete volte a rafforzare la collaborazione, il coordinamento e la qualità della formazione camilliana. L’incontro ha offerto un’importante occasione per valutare le strutture formative esistenti, individuare le sfide emergenti, condividere esperienze e formulare iniziative concrete per il futuro.
Sebbene la formazione rimanga sotto la responsabilità di ciascuna Delegazione o Missione, la Commissione ha riconosciuto che la collaborazione regionale è essenziale per rafforzare la qualità e la sostenibilità della formazione. Scopo della formazione è condurre i candidati e i religiosi verso un rapporto più profondo con Cristo e servire Cristo con compassione nei malati e nei sofferenti.
Caratteristiche della formazione
Proprio perché la formazione avviene tra candidati che vogliono entrare nell’Ordine dei Ministri degli infermi, la conoscenza della storia, della spiritualità, del carisma e della missione devono essere argomenti sempre presenti nella formazione. In un contesto dove i candidati sono sempre più istruiti e tecnologici, la preparazione, l’accompagnamento e la formazione permanente dei formatori devono diventare una priorità regionale. Non solo hanno bisogno di aggiornarsi e di essere competenti, ma devono a loro volta portare la loro testimonianza.
“La formazione – ha spiegato padre Baby Ellickal, Consultore generale per la formazione –non consiste nel produrre candidati secondo un modello prestabilito. Si tratta piuttosto di un processo di accompagnamento, discernimento, crescita e trasformazione, attraverso il quale la vocazione viene gradualmente riconosciuta, alimentata e integrata. La formazione non è una fabbrica; ma un giardino. Considerare la formazione come un giardino vuol dire adottare un approccio paziente, relazionale, discernente e incentrato sulla vocazione. Ogni vocazione ha il suo ritmo, la sua storia e il suo percorso”.
Raccomandazioni per il futuro
Al termine dei lavori la Commissione ha raccomandato valutazione psicologica professionale come supporto integrante al discernimento vocazionale prima dell’ammissione al noviziato e prima della professione perpetua, oltre a un’adeguata valutazione medica. Lo scopo di queste valutazioni è di sostenere un discernimento responsabile e un accompagnamento adeguato nei candidati.

