La presenza camilliana ad Haiti ha avuto inizio nel 1994 grazie ai missionari della Provincia Piemontese ed è stata elevata a Delegazione autonoma nel 2026. Attualmente la Delegazione si articola in due comunità principali, Port-au-Prince e Jérémie, ciascuna composta da quattro religiosi impegnati nel ministero pastorale, sanitario e sociale.
La Delegazione conta complessivamente 13 religiosi professi perpetui, dei quali nove operano stabilmente ad Haiti e quattro sono impegnati in Italia. A questi si aggiungono 10 religiosi professi temporanei in formazione teologica in Burkina Faso, 3 novizi e 1 postulante presenti a Port-au-Prince. Tuttavia, a partire dal 2023, la promozione vocazionale è stata sospesa a causa della grave crisi di sicurezza che interessa il Paese.
La formazione teologica e accademica si svolge in condizioni particolarmente difficili, poiché l’instabilità nella capitale limita fortemente la mobilità e costringe i seminaristi a fare riferimento alle strutture diocesane per gli studi. 


Il sostegno finanziario e operativo proviene in larga parte da partner esterni, in particolare da Madian Orizzonti Onlus, mentre la comunicazione pubblica rimane limitata per ragioni legate alla sicurezza.
Le attività dei Camilliani ad Haiti
L’iniziativa più rilevante della Delegazione di Haiti è rappresentata dall’Ospedale San Camillo di Port-au-Prince e dalla rete integrata di servizi sanitari e umanitari ad esso collegata, comprendente anche le attività in espansione a Jérémie.
L’Ospedale San Camillo costituisce una delle poche strutture sanitarie ancora funzionanti in un contesto segnato da violenza diffusa e dal collasso del sistema sanitario pubblico. La struttura assicura assistenza a circa 3.500 pazienti affetti da HIV/AIDS, oltre al trattamento di malattie come tubercolosi, colera e altre patologie infettive. Parallelamente, vengono distribuiti circa 400 pasti al giorno e sostenute circa 500 famiglie attraverso programmi di assistenza alimentare.
Un’altra opera di grande rilievo è il Foyer Bethléem, centro residenziale che accoglie circa 100 bambini abbandonati con gravi disabilità, gestito in collaborazione con le Suore Ministre degli Infermi.
A Jérémie a luglio 2026 è stato inaugurato un nuovo centro medico. La struttura comprenderà laboratori, blocco chirurgico, servizio di maternità e reparti specialistici quali urologia e dermatologia, contribuendo in modo significativo all’ampliamento dell’accesso alle cure nella regione.
Nel loro insieme, queste opere rappresentano una risposta camilliana integrale che unisce assistenza sanitaria, sostegno sociale, nutrizione e cura delle persone più fragili ed emarginate.
Orientamenti strategici e principali sfide
L’orientamento strategico della Delegazione di Haiti si concentra su tre priorità fondamentali:
- il consolidamento del ministero sanitario;
- l’ampliamento dei servizi nelle aree più svantaggiate;
- la sostenibilità delle strutture formative e del personale.
Una priorità centrale riguarda lo sviluppo di nuove infrastrutture sanitarie, in particolare il progetto del centro medico di Jérémie, che rappresenta un passo decisivo nell’estensione dell’assistenza sanitaria oltre la capitale. Parallelamente, la Delegazione continua a garantire il funzionamento dei servizi essenziali a Port-au-Prince, con particolare riferimento all’Ospedale San Camillo.
- indirizzo:
Delegation Camillienne D’Haiti
Croix-des-bouquets, Marin 12,
Rue Eben Ezer 48, Port-au-Prince,
HT 6310, HAITI
- Phone: +509 43 90 3209
- Email: dch.secretariat@gmail.com
La formazione rappresenta una sfida particolarmente delicata a causa dell’insicurezza, della limitata mobilità e della sospensione della promozione vocazionale locale dal 2023.
La Delegazione dipende pertanto in modo significativo dai percorsi formativi interprovinciali, soprattutto in Burkina Faso e in Italia.
Tra le principali criticità si evidenziano:
- la grave instabilità della sicurezza e le condizioni di violenza diffusa;
- la sospensione del reclutamento vocazionale locale;
- la forte dipendenza da sostegni finanziari e operativi esterni;
- il rischio di isolamento delle comunità e la limitata mobilità dei religiosi e dei formandi.
Nonostante tali difficoltà, la Delegazione continua a operare con grande spirito di resilienza, mantenendo attivi servizi sanitari e sociali essenziali in uno dei contesti più fragili al mondo e rendendo testimonianza del carisma camilliano attraverso la vicinanza concreta ai malati, ai poveri e agli abbandonati, con fedeltà e coraggio.






