Da oltre 40 anni la statua di San Camillo veglia sulla città di Milano. Il 19 ottobre 1969 infatti, una statua del fondatore dell’Ordine dei Ministri degli infermi è stata posta su una guglia sud del duomo di Milano. Erano presenti circa 3.000 persone. La celebrazione fu affidata al cardinale Giovanni Colombo. «Il gesto di Milano che eleva sulla guglia del suo Duomo la statua marmorea di San Camillo è quanto mai significativo e doveroso – disse il cardinale -. Forse, se un rimprovero dobbiamo rivolgerci, è di avere tardato troppo».
La statua, opera dello scultore Ettore Cadraschi, fu eretta per iniziativa della Unione cattolica infermieri di Milano, con la collaborazione della Fabrica del Duomo, su una guglia che guarda l’antica «Cà Granda», l’ospedale dove aveva operato San Camillo.
San Camillo guarda l’Ospedale Maggiore
Milano e il suo Ospedale Maggiore furono per S. Camillo un punto d’orientamento decisivo nel delineare definitivamente la forma del nuovo ordine religioso addetto all’assistenza dei poveri infermi. Infatti nel 1595 il Santo, dopo aver portato a Milano un primo gruppo di religiosi ed avere avviato trattative sia con la curia arcivescovile che con il Capitolo dell’Ospedale Maggiore, ricevette da quest’ultimo risposta affermativa il 13 febbraio, con l’accettazione alla Cà Granda di 13 Ministri degli Infermi.
L’Ospedale Maggiore fu « il primo ospedale accettato dai Ministri degli Infermi col pieno esercizio spirituale e corporale, cioè con l’attuazione integrale della duplice funzione assistenziale voluta dal Santo: morale e sanitaria”, ricorda lo storico Giacomo Carlo Bascapé, direttore direttore dell’archivio dell’Ospedale Maggiore di Milano dal 1932 al 1967.
“Perciò Camillo – si legge negli scritti di Bascapé -mostrò di prediligere il nosocomio milanese, nel quale ebbe spessissimo a prestare le sue cure ai sofferenti, ma in modo più squisito che altrove, poiché bramava assai che il servizio agli infermi in questo ospedale procedesse assai bene, per avere buone ragioni di accettare poi altri ospedali». Secondo questo storico, le “Regole” del 1613, furono influenzate dall’esperienza di San Camillo a Milano.
L’inaugurazione della statua
L’inaugurazione della statua è avvenuta sul tetto del Duomo, il 19 ottobre, festa della Dedicazione del Tempio Maggiore della diocesi.
Durante la cerimonia il Card. Colombo ha tratteggiato la missione svolta da San Camillo nella Chiesa: «ero malato e mi avete visitato: la parola di Dio che incendiò la sua vita e ne fece una bandiera fu questa!». Poi, ha aggiunto: «Salga dunque in alto San Camillo, sulla tomba di San Carlo che egli personalmente conobbe al cui dolente appello di “ministri proporzionati” al numero e alle esigenze degli infermi rispose mandando i suoi figli. E questi si susseguirono lungo i secoli nella nostra città e nella nostra diocesi mantenendo lo spirito del loro Fondatore e rendendosi particolarmente meritevoli nel campo della pastorale della sofferenza.
«Salga in alto, San Camillo, a colloquio con la nostra Madonnina: da lei, che contempla confortatrice ai piedi della croce su cui soffriva e moriva il suo Gesù, imparò che bisogna stare accanto al letto dei malati con l’affetto di una madre per il suo unico figlio.
«E dal cielo della nostra città, la sua celeste protezione discenda su tutti i sofferenti negli ospedali, nelle cliniche, nelle case, sulle strade dove gli infortuni si fanno sempre più frequenti. Sia stimolo e conforto agli amministratori, ai medici, agli infermieri, ai cappellani, alle suore, a tutto il personale. Dia ispirazione profonda e completa ai legislatori per una riforma ospedaliera che non trascuri nessun valore della persona umana, da quello del corpo a quello dello Spirito, da quello religioso a quello psicologico, da quello individuale a quello familiare e sociale».
La celebrazione fu preceduta da un pellegrinaggio degli Infermieri lombardi a Bucchianico, luogo natale di San Camillo. Lì, i sanitari offrirono l’olio per la «Fiaccola della Carità», una lampada votiva che arde a Bucchianico dal 1959. La lampada simboleggia la carità dell’assistenza ospedaliera che non deve mai spegnersi.
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