
In un tempo segnato dall’iperconnessione e, paradossalmente, dall’isolamento sociale, Bermejo propone di riscoprire la presenza autentica e l’arte dell’ascolto. La pubblicazione affronta i diversi volti della solitudine, in particolare nelle situazioni di vulnerabilità, malattia e invecchiamento, ma anche nella vita consacrata, e presenta l’ascolto come una forma di accompagnamento capace di riconoscere la dignità di ogni persona.
Attraverso un dialogo tra filosofia, teologia, psicologia, counselling, mistica ed esperienza dei [Centri di Ascolto San Camilo], l’autore sviluppa una riflessione che va oltre le tecniche: ascoltare è un’arte, un dono e una scelta, un modo per accogliere la sofferenza dell’altro e offrirgli uno spazio di incontro.
L’opera si presenta inoltre come un invito a promuovere il ministero dell’ascolto nelle comunità e nella società, trasformando la solitudine in un’opportunità di incontro, compassione e umanizzazione.
Questo impegno fa parte della missione umanizzatrice dei Religiosi Camilliani e della loro vocazione a curare e insegnare a curare. Una missione che non si limita all’assistenza alla malattia, ma abbraccia tutte le dimensioni della persona e riconosce l’importanza dei legami, della compagnia e della vicinanza.





