Skip to main content Scroll Top

Reliquie di San Camillo: inizia il viaggio di ritorno

Da Bucchianico a Roma. Il 1° novembre è iniziato il viaggio di ritorno delle reliquie di San Camillo dalla sua città natale a Roma, dove Camillo ha fondato l’Ordine dei Ministri degli infermi. Prima di partire, è stata celebrata nel santuario San Camillo di Bucchianico una messa di ringraziamento.

Come ha sottolineato nell’omelia padre Pedro Tramontin, Superiore generale dell’Ordine dei Ministri degli infermi, “Oggi la Chiesa ci offre una giornata di grazia perché proprio oggi si festeggia la Solennità di Tutti i Santi. In quella moltitudine immensa di santi descritta dall’Apocalisse, splende anche San Camillo”.

I santi sono persone di ogni popolo, lingua e nazione “che hanno preso sul serio il Vangelo e hanno lasciato che la grazia di Dio trasformasse la loro vita”.

Il viaggio segno di trasformazione interiore

“Oggi – ha continuato padre Pedro – non celebriamo semplicemente uno spostamento geografico. Celebriamo il mistero di una vocazione. Quel giovane abruzzese, segnato da limiti, fragilità, viene condotto dalla Provvidenza verso la città dove incontrò la misericordia di Dio e dove maturò la sua missione a servizio degli infermi. Anche la santità inizia spesso così: con un cammino, con un trasferimento, con un distacco”.

Ogni santità nasce da un viaggio.San Camillo si inserisce dunque nella lunga scia di persone che hanno lasciato qualcosa guidate da Dio: “Abramo lasciò la sua terra. Gli Apostoli lasciarono le reti. Camillo ha dovuto lasciare tante cose dietro. Ogni santo ha conosciuto un ‘esodo’, una partenza che lo ha portato fuori da sé per affidarsi a Dio”.

L’esempio dei santi

Ma chi sono i santi? “I santi – ha spiegato padre Pedro – non sono persone perfette secondo i criteri del mondo; sono uomini e donne che hanno lasciato spazio a Dio”.

“Nel vangelo c’è scritto: ‘Beati i poveri in spirito, beati i misericordiosi, beati i puri di cuore, beati gli operatori di pace’. Quando guardiamo alla vita di San Camillo riconosciamo queste Beatitudini incarnate nella concretezza del servizio agli ammalati. Camillo ha imparato la misericordia, vedendo nel malato non un peso, ma il volto stesso di Cristo. Ha cercato la purezza del cuore, convertendosi radicalmente e mettendo tutta la sua energia al servizio del Regno. È stato operatore di pace, portando conforto nei luoghi dove regnavano dolore, abbandono e disperazione. La sua santità non è nata lontano dalla sofferenza, ma proprio dentro di essa”.

Celebrare una messa in preparazione del trasferimento del corpo di San Camillo da Bucchianico a Roma assume oggi un significato particolare. “Roma fu per Camillo il luogo della prova e della grazia, delle cadute e della rinascita, dell’incontro con i malati e della fondazione dell’Ordine. Dio lo conduce là dove la sua fragilità potesse diventare strumento di misericordia”.

In cammino come San Camillo

La vita di San Camillo, il suo incontro con i malati e la riscoperta della fede, aggiunge il Superiore generale, sono un esempio anche per noi: “Molte volte desidereremmo una strada già chiara, una vita senza incertezze, una santità senza lotte. Ma il Signore opera spesso attraverso percorsi che non comprendiamo immediatamente. Il giovane Camillo certamente non immaginava ciò che Dio stava preparando per lui. Eppure, passo dopo passo, la Provvidenza lo guidava verso il compimento della sua missione.”

Come San Camillo, anche noi siamo in cammino. “La santità non consiste nel non cadere mai, ma nel lasciarsi rialzare da Dio – ha detto ancora padre Pedro –. Non consiste nell’essere senza limiti, ma nel mettere i nostri limiti nelle mani del Signore. Non consiste nel fare cose straordinarie, ma nel vivere con amore ciò che siamo chiamati a fare ogni giorno.

Siamo tutti chiamati a essere santi

La Solennità di Tutti i Santi ci ricorda che la santità è una vocazione universale. Non appartiene solo ai grandi fondatori, ai martiri o ai mistici. È la chiamata di ogni battezzato.

San Camillo ci insegna che nessuna storia è troppo complicata per diventare una storia santa. Nessuna ferita è troppo profonda per essere guarita dalla grazia. Nessun passato è così pesante da impedire a Dio di costruire un futuro di santità”.

In questo giorno “rendiamo grazie per il dono della vita di San Camillo e per il cammino che, da Bucchianico a Roma, ha aperto una strada di carità che continua ancora nel mondo attraverso tanti religiosi, operatori sanitari e tante persone che si dedicano agli ammalati. Chiediamo la sua intercessione affinché anche noi possiamo compiere il nostro personale pellegrinaggio verso la santità.

E mentre contempliamo la gloria di tutti i santi nel cielo, preghiamo di poter un giorno unirci a quella moltitudine immensa, avendo servito Cristo nei fratelli e nelle sorelle, specialmente nei malati, con lo stesso cuore di San Camillo. Maria, Regina di tutti i Santi, ci accompagni in questo cammino”.

Articoli recenti
Clear Filters

Oggi inizia il viaggio di ritorno delle reliquie di San Camillo verso Roma dove il Santo trovò la sua vocazione accanto ai malati

Padre Felice De Miranda Mi commenta il vangelo di domenica 1 novembre 2026, festa di “Tutti i santi”

Nel 2021 nasceva a La Palma, Spagna, il Centro di ascolto San Camillo. A distanza di 5 anni, il suo aiuto per chi ha perso tutto è ancora necessario