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La Palma, Spagna: L’assistenza non finisce con l’emergenza

Cinque anni fa, in seguito all’eruzione del vulcano Tajogaite (Cumbre Vieja) a La Palma, la Provincia spagnola dei camilliani aveva creato il Centro di Ascolto San Camilo La Palma, promosso dalla Caritas diocesana di Tenerife con l’accompagnamento e la formazione del Centro di umanizzazione della salute San Camilo. 

A distanza di cinque anni, il sostegno alla popolazione è ancora necessario e il centro di ascolto prosegue la sua opera di sostegno emotivo alle persone che continuano ad affrontare le conseguenze meno visibili di quella catastrofe. Sebbene l’emergenza vulcanica sia terminata, la sofferenza legata a una perdita di tali proporzioni persiste.

Per alcune persone, soprattutto per chi ha perso la propria casa, il proprio ambiente di vita o le proprie reti relazionali, la ricostruzione rimane anche un processo interiore. Mentre alcune famiglie continuano ad affrontare le conseguenze economiche e abitative dell’eruzione, altre hanno bisogno di ricostruire le proprie reti sociali e recuperare spazi di appartenenza. 

La difficoltà di ricominciare

La coordinatrice del Centro, María Encarna Martín, spiega che “il lutto per il vulcano non riguarda gli aspetti materiali, ma tutto ciò che faceva parte della vita quotidiana e dell’identità delle persone”. Alcune persone hanno ancora difficoltà a tornare nei luoghi dove un tempo si trovavano le loro case o devono affrontare ricordi legati a suoni, luoghi o situazioni quotidiane. Per questo motivo, l’accompagnamento emotivo è diventato una parte necessaria del processo di recupero.

Il Centro di ascolto di La Palma continua a operare per rispondere alle esigenze di molte persone che hanno bisogno di sostegno, attraverso le sue due sedi: una nella zona occidentale dell’isola, la più colpita dal vulcano, e l’altra nella parte orientale, facilitando così l’accesso in un territorio caratterizzato da un’orografia complessa e da una popolazione dispersa.

La sua missione è accompagnare non solo le persone colpite direttamente dall’eruzione, ma chiunque stia attraversando un processo di lutto o di sofferenza. Inoltre, è diventato uno spazio di ricostruzione comunitaria, dove condividere ricordi ed esperienze aiuta a ricostruire i legami e a dare voce al dolore. Quella che inizialmente era una risposta a una situazione straordinaria si è trasformata in una presenza stabile. 

Accompagnamento e ascolto

In questo senso, la Caritas diocesana di Tenerife porta avanti attualmente diverse linee di accompagnamento sull’isola, tra cui il progetto Activa2, rivolto in particolare agli anziani e alle situazioni di solitudine non desiderata. Il progetto si svolge a Tazacorte, Los Llanos de Aridane e Las Manchas, creando spazi di incontro e partecipazione comunitaria.

In questo percorso, il Centro di ascolto San Camilo continua a offrire qualcosa di tanto semplice quanto necessario: un luogo dove poter parlare, essere ascoltati e affrontare, con il sostegno di qualcuno, ciò che ancora fa male. Perché un’eruzione può finire sul calendario, ma il lutto ha bisogno del suo tempo.

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