I racconti dei volontari delle Misericordie

I volontari delle Misericordie proseguono nelle loro missioni e ci raccontano le loro impressioni quotidiane


Dal Vietnam: Cecilia e Davide, a pochi giorni dal termine della loro esperienza, ci raccontano di una lezione di ballo particolare e… un particolare modo di cucinare la pasta!

IL POTERE MAGICO DEI BAMBINI

(dal blog di Cecilia e Davide, postato il 30 luglio 2011)

è si, oggi ho scoperto proprio questo, la magia dei bambini e soprattutto di questi bambini!!!!

chi mi conosce bene lo sa, io e iballi di gruppo non andiamo affatto d’accordo, non mi piacciono, sono di uno scoordinato assurdo…

bhè oggi mi sono improvvisata insegnante di balli di gruppo!!!!

per fortuna non ci sono foto!!!!

comunque stamani ci siamo alternati con Davide nell’improvvisazione di alcune mosse, tanto che, quando sono arrivati dei visitatori coreani, sono rimasti tutti sulla porta sorpresi nel vedere i bambini vietnamiti, abituati a coreografie perfette, saltare per la stanza e fare dei passi assurdi.

nel pomeriggio invece, Davide mi ha abbandonata con i bambini piccoli.. lasciando il cd con le musiche ad una delle mamme…. a quel punto mi sono dovuta sacrificare… non potevo certo tirarmi in dietro.. e via a ballare dei passi assurdi, con tutti i bimbi che mi seguivano con estrema attenzione, e le mamme che morivano dalle risate, secondo me nemmeno loro avevano mai visto scene simili!!!

comunque gli obbiettivi sono stati raggiunti:
1) far divertire i bambini, ridevano tutti a più non posso, soprattutto quando hanno capito che mi inventavo i passi sul momento!!!!
2) stancarli, alla sesta canzone sono crollati tutti, anche i più resistenti… e ovviamente io con loro… non avrei retto ad un’altro ballo sfrenato!!!!

questi bambini sono veramente magici!!!!!!!!!!!!

   PICCOLA NOTA CULINARIA:

Oggi ho scoperto come mai in Vietnam non usano lo scolapasta, e soprattutto come cuociono la NOSTRA pasta!!!!
La tengono ammollo nell’acqua per un giorno intero, fino a quando non si ammorbidisce, e poi la saltano in padella!!!!!!!!!
Povera pasta!!!! se la Barilla lo sapesse, non la esporterebbe più!!! non si può torturare così la nostra buonissima pasta!!!!!!!!

Dal Madagascar: una giornata di Michela e Maurizio iniziata alle 6.00 con tanto da scoprire.

(dal blog di Michela e Maurizio, postato il 1 agosto 2011)

Villaggio Ilena

Dopo la sveglia mattutina alle ore 6:00, una lauta colazione, ci immergiamo nella realtà della Missione camilliana il villaggio di Ilena.
Questo ex lebbrosario è posto in vetta a un colle, percorrendo la strada che ci portava dalla città di Fianarantsoa a lui, siamo rimasti affascinati dall’unione di cielo e terra che si poteva osservare salendo nella vallata, con le montagne ergersi sopra le nuvole sotto di noi (Maurizio sostiene che fosse nebbia, ma a me piace pensare poeticamente che fossero nuvole).
Ci racconta Padre Albert che la strada che ora sale a Ilena, è stata donata dalla città di Modena, con la quale hanno avviato un progetto di rinboschimento dei colli attorno, e anche se ora può apparire bella da percorrere, quando il tempo è avverso diventa molto pericolosa.

Il villaggio è da cinque anni “diretto” da suore della congregazione della Provvidenza che collaborano con Padre Albert  per lo sviluppo del territorio ma ancor più dell’educazione familiare e scolastica indispensabile per creare un progresso locale indipendente da loro e quindi in grado di sostenersi ed evolversi autonomamente sia economicamente che socialmente.
Già la Messa è stata una prima manifestazione concreta del suo operare, in questo senso infatti non è intesa come solo momento di divulgazione religiosa ma anche come aggregazione, collaborazione e confronto nelle problematiche quotidiane alla popolazione del villaggio, stimolando la ricerca di possibili risoluzioni ed interpretando un ruolo di moderatore.

Sarà un caso ma da quando ci siamo noi, la chiesa è sempre colma, la presenza del vazaha (uomo bianco) attira? Attira attira!!! Anche i ragazzi alla fine della liturgia accorrono per “prendere in giro” Michela, ma così ci permettono di fare delle foto naturali.

Tornando al villaggio. Negli ultimi 5 anni è stato fatto moltissimo, hanno migliorato la situazione igienica istituendo i bagni (che pero’ ancora sono poco utilizzati), dato un alternativa lavorativa di sussistenza agli abitanti, quali il vivaio e la pescicoltura per bloccare la desertificazione e il conseguente impoverimento non solo dell’ambiente ma anche degli abitanti ed intorno a queste attività hanno rinfoltito il tessuto sociale vittima anche dell’alcolismo e con l’istituzione di servizi alla popolazione quali l’ambulatorio medico e le scuole eliminato l’isolamento in cui viveva il lebbrosario.
Nuovi progetti tra cui l’allevamento, sono ora al vaglio di finanziatori, aspettando le risposte augurandosi positive! che possano permettere al villaggio di arrivare ad una attività produttiva sufficiente ad alimentarsi autonomamente.

Ottimi i limoni, per niente aspri ma anzi molto dolci!
Ma ancora tanto c’è da scoprire….il nostro giro continua!

Dal Brasile: Daniela e Maria Irene con una valigia vuota ed un cuore sempre più pieno.

(dal blog di Daniela e Maria Irene, postato il 31 luglio 2011)

Siamo ancora un po intontite per il viaggio. Qui piove e a me.. a me manca un po Juazeiro. Mi mancano le facce e i morsi di Marisete, le occhiate di intesa scambiate a tavola con Jacky, le brincadeira (gli scherzi) di Cassia che ci prendeva in giro in un portoghese misto italiano misto milanese misto ascolano misto gesti per farci capire, mi manca Keyla che mi dice a quale pagina siamo del libro dei vespri perché per l´ennesima volta mi sono persa.. Mi manca quella che per dieci giorni è stata ´casa´

Gli ultimi due giorni sapevano di addio. Ci portano a cena fuori, Jackie mi fa le treccine brasiliane, ci si pare davanti come un´amica conosciuta da anni. Ci fa vedere le sue foto, ci parla della sua famiglia, dei suoi amici, fa gli origami con noi, ride con noi e quasi piange con noi quando andiamo via.

E poi un cucchiaio. Ci fanno un regalo, tra gli occhi lucidi lo scartiamo e c´é un culhier blu. Mi si riempie il cuore di una gioia incontenibile. È il cucchiaio blu che tentando di cucinare il famoso tiramisú abbiamo (ehm..ho) bruciato!  mi veniva da piangere.. volevo regalarglielo io!!

Con la valigia un po piú vuota e il cuore un po piú pieno si riparte…