Nasce a Mananthadady, in India, il servizio sanitario comunitario camilliano. Il progetto, inaugurato il 4 agosto, vuole portare cure mediche e assistenza fisica e spirituale nelle case e nei villaggi più lontani dalle città. I destinatari sono i malati, i poveri, le persone sole o trascurate dai familiari. Per le persone con Aids o Hiv il programma prevede anche consulenze individuali, sostegno emotivo, attività educative e ricreative per i loro figli.
L’iniziativa ha preso vita il 4 agosto quando il Superiore generale, p. Pedro Tramontin alla presenza dei membri della Consulta generale dell’Ordine dei Ministri degli infermi e insieme a p. Antony Kunnel, Superiore provinciale dell’India, ha benedetto e inaugurato l’opera accendendo una candela. Alla cerimonia era presente anche mons. Jose Porunnedom, vescovo della diocesi di Mananthavady, che ha impartito la sua benedizione.
Il progetto, denominato “Camillus Community Health Service”, è concepito come un sostegno spirituale, fisico ed emotivo ai malati poveri e bisognosi che si trovano a casa. Sono moltissimi i malati e gli anziani che ricevono cure insufficienti o vengono trascurati nelle loro stesse case, probabilmente a causa della vita frenetica dei familiari, dell’ignoranza su come prendersi cura dei propri cari e della mancanza di strutture e risorse finanziarie. Consapevoli di questa realtà, i Camilliani di Mananthavady hanno creato questa forma di ministero domiciliare.
Le attività sono svolte da un’équipe di operatori sanitari e volontari coordinati dai Camilliani. Si tratta di un ministero collaborativo che si concretizza attraverso la creazione di una rete con congregazioni religiose, parrocchie ed enti governativi locali.
Gli obiettivi del servizio sanitario comunitario camilliano
Gli obiettivi che l’iniziativa vuole raggiungere sono numerosi:
- garantire l’assistenza spirituale ai malati tramite visite, momenti di preghiera e incontri formativi per i volontari
- fornire assistenza medica con visite, diagnosi, somministrazione di farmaci ed eventuale invio presso strutture sanitarie
- Collaborare con gli operatori sanitari per garantire cure accessibili ai poveri
- Fornire cibo e medicinali alle persone più povere
- Estendere gradualmente l’opera ad altre zone
- Sostenere con cure, consulenze e sostegno emotivo le persone malate di Aids/Hiv, fornire un sostegno educativo ai figli e sensibilizzare la popolazione a livello sanitario.
Perché il progetto sia durevole nel tempo, i promotori confidano nel sostegno, anche materiale, della comunità locale.

