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Nel cuore della Polonia c’è il Madagascar

Da 45 anni il Madagascar è una terra di missione per la Provincia camilliana della Polonia. Tra i due Paesi non c’è solo una distanza fisica: clima, lingua, cultura e vita quotidiana sono profondamente diversi. Solo per arrivare, da Varsavia servono circa tredici ore e circa dieci ore di viaggio in automobile.

Ma la lontananza non può diventare un distacco emotivo: per questo è importante rafforzare la conoscenza, trasmettere regolarmente notizie, fotografie e testimonianze dal Madagascar. È difficile amare una Missione che non si conosce.

Le missioni infatti non sono un’appendice lontana della vita della Provincia. Ne sono parte integrante. Bisogna conoscerle, pregare per loro e costruire legami tra persone che vivono a migliaia di chilometri di distanza, ma appartengono alla stessa famiglia religiosa.

Dagli anni ’80 in Madagascar hanno prestato il loro servizio Camilliani polacchi e malgasci. Alcuni hanno trascorso qui molti anni. Altri hanno lasciato opere che continuano ancora oggi. Tutti sono diventati parte della storia della presenza di San Camillo sull’Isola.

L’opera camilliana in Madagascar inizia a Fianarantsoa

Il centro principale della Missione polacca in Madagascar è Fianarantsoa. La casa religiosa si trova non lontano dall’ospedale universitario, al quale da anni è legato il ministero camilliano. A Fianarantsoa il servizio ai malati rimane una delle dimensioni più importanti della presenza dell’Ordine.

Un momento particolare di ogni settimana è l’Eucaristia domenicale celebrata nella cappella dell’ospedale, alla quale partecipa attivamente il gruppo liturgico Camilton. In luoghi come questi si comprende che la missione non è, prima di tutto, un edificio o un’istituzione. La missione è incontro con la persona.

Il lebbrosario di Ilena

A soli sette chilometri da Fianarantsoa si trova Ilena, un villaggio che ospita i lebbrosi. Le case semplici, la lotta quotidiana per il sostentamento, la malattia e la povertà mostrano un Madagascar molto diverso da quello conosciuto attraverso le fotografie turistiche.

È uno dei luoghi nei quali il carisma camilliano assume un significato particolarmente profondo. Qui le parole sul servizio alla persona malata e sofferente cessano di essere soltanto un motto religioso.

In futuro, Ilena potrebbe svolgere un ruolo importante nella Missione. La Provincia polacca sta infatti valutando la possibilità di utilizzare questo luogo sia per la formazione sia per ospitare una casa di noviziato.

Un altro punto importante sulla mappa della Missione è Sahambavy, sulle rive di un lago, a circa quaranta minuti di viaggio da Fianarantsoa. Qui manca ancora l’allacciamento alla rete elettrica, una recinzione adeguata e ulteriori interventi infrastrutturali.

Il futuro della missione affidato ai giovani

In tutto, in Madagascar, vivono tre diaconi che hanno compiuto sette anni di formazione in Polonia. Altri cinque giovani Camilliani si stanno formando in Burkina Faso. Frequentano l’ultimo anno di teologia e si preparano alla professione perpetua. L’obiettivo della loro formazione è il ritorno in Madagascar.

Sono proprio loro uno dei più importanti segni di speranza per il futuro della Missione. Ogni vocazione malgascia rappresenta un ulteriore passo verso il futuro della Chiesa locale e della Missione camilliana.

Per decenni la Missione si è sviluppata grazie all’enorme impegno dei missionari giunti dalla Polonia. Oggi, lentamente, si apre una nuova tappa della sua storia e i giovani malgasci si preparano ad assumere una responsabilità sempre maggiore per l’Ordine nel proprio Paese.

Le fondamenta sono state poste, come dimostrano le celebrazioni del 19 luglio 2026 per il giubileo d’argento di sacerdozio di padre Albert Rainiherinoro, il primo camilliano malgascio. Alla celebrazione c’erano tre diaconi e cinque professi temporanei. La loro presenza è stata un segno di speranza per il futuro e, al tempo stesso, un’occasione per promuovere la vocazione camilliana.

La Missione non può rimanere soltanto un’opera condotta “per il Madagascar”. Deve diventare sempre più un’opera degli stessi Malgasci, radicata nella loro lingua, nella loro cultura e nel loro modo di vivere la fede e, allo stesso tempo, fedele allo spirito di san Camillo

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Dagli anni ’80 i Camilliani della Polonia hanno una missione in Madagascar. L’obiettivo è renderla sempre più autonoma e indipendente