Dal 31 maggio al 10 giugno 2026, i Superiori maggiori dell’Ordine dei ministri degli infermi si sono riuniti a Bucchianico, patria di San Camillo de Lellis.
Era presente il Superiore generale e la consulta generale, insieme ai superiori maggiori di 12 Province, di 2 Vice-province e di 10 Delegazioni dell’Ordine.
Guidati dal tema “Rinnovare la missione camilliana oggi: discernimento, sostenibilità e corresponsabilità per il futuro dell’Ordine”, i religiosi hanno vissuto un intenso tempo di ascolto, confronto e discernimento sul cammino della comunità.
La preghiera liturgica e la celebrazione eucaristica sono state opportunità per rinfrancare la nostra vita spiritualità e di presentare all’intercessione del Signore le necessità e i progetti dell’Ordine.
L’incontro è stato diviso in diverse sezioni. La prima “Ritornare alle origini per rileggere il cammino: memoria viva del percorso dell’Ordine”, è stata l’occasione per conoscere e condividere la vita e la missione delle Province, Vice-province e Delegazioni.
Si è parlato della situazione dei religiosi, di opere apostoliche, formazione, dei progetti portati avanti ma anche di economia, comunicazione, prospettive strategiche e principali sfide.
In una seconda fase, i Superiori maggiori si sono concentrati sul tema “Discernere per prendersi cura: guarire le fragilità e rivitalizzare il presente dell’Ordine”.
L’argomento ha aiutato a riflettere su alcune questioni significative per la vita consacrata oggi: la salute mentale, l’intelligenza artificiale e i social network, il corretto esercizio dell’autorità e la prevenzione degli abusi di potere.
I vari relatori hanno incoraggiato i presenti a promuovere comunità più sane, relazioni fraterne autentiche e uno stile di leadership ispirato al Vangelo e al carisma di San Camillo.
In questa sezione è stato approfondito il documento giuridico relativo alla rinuncia ai beni e l’importanza di rafforzare la collaborazione interprovinciale, quali strumenti concreti per una testimonianza evangelica più autentica e una missione condivisa più efficace.
La terza parte dell’Incontro aveva come tema “Ripartire con speranza: orientamenti e scelte per il futuro dell’Ordine”.
Si è parlato della gestione economica e giuridica del patrimonio dell’Ordine, riconoscendo l’importanza della trasparenza, della sostenibilità e di una corresponsabile amministrazione dei beni al servizio della missione.
In questo contesto, è stata inoltre presentata la bozza del Regolamento per l’amministrazione dei beni ad experimentum e sono stati approfonditi alcuni aspetti sulla proprietà dei beni dell’Ordine.
I lavori di gruppo, il dialogo e gli incontri fraterni hanno arricchito il confronto e rafforzato la comunione tra confratelli provenienti da culture, storie e realtà diverse, ma accomunati dalla stessa vocazione e dalla medesima missione camilliana.
Uno dei momenti più belli è stato il pellegrinaggio nei luoghi della vita di San Camillo e il pellegrinaggio, in occasione della solennità del Corpus Domini, al Santuario Manoppello (Chieti) dove è conservato un telo con il volto di Cristo.
La celebrazione eucaristica al santuario ha rinnovato nei religiosi il desiderio di riconoscere e servire il volto di Cristo nei malati e nei sofferenti.
Il 10 giugno, a conclusione dei lavori e prima della messa presieduta dall’arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte, padre Pedro Tramontin ha invitato i confratelli venuti dai 5 continenti a vivere bene, a pregare e ad essere i promotori di un cambiamento.
Poi, citando S, Agostino, ha detto: “i tempi non sono buoni o cattivi di per sé, ma che siamo noi, con le nostre azioni e i nostri atteggiamenti, a plasmarli.
Se viviamo con giustizia, amore e rettitudine, i tempi rifletteranno questa bontà. Invece di limitarsi a criticare i tempi, egli ci chiama alla responsabilità: se vogliamo un mondo migliore, dobbiamo iniziare da noi stessi.
Il suo messaggio ci incoraggia quindi a non essere semplici spettatori delle circostanze, ma agenti attivi nella costruzione di un tempo migliore.
Viviamo bene e la situazione sarà buona! Siamo noi a creare le situazioni; esse sono ciò che siamo. I tempi saranno ciò che siamo.”
Al termine dei lavori i religiosi si sono impegnati a a vivere con fedeltà e creatività la missione camilliana, lasciandoci guidare dal discernimento, dalla sostenibilità e dalla corresponsabilità nel servizio agli infermi.

