L’umanizzazione delle cure passa anche per l’arte. È quanto emerso il 19 maggio durante la XXXI Giornata di umanizzazione della salute che si è svolta nell’Università di Deusto, a Bilbao, in Spagna, grazie alla struttura camilliana Centro di Umanizzazione della salute e alla Fondazione Pía Aguirreche.
Sotto il motto “Arte, salute e umanizzazione”, l’appuntamento ha riunito esperti dell’ambito sanitario, accademico e sociale per approfondire il ruolo dell’arte come mediazione terapeutica, risorsa narrativa e strumento di accompagnamento nei processi di malattia e fine vita.
La giornata, diretta da Cristina Muñoz, responsabile della formazione e della qualità del Centro di Umanizzazione della Salute, è iniziata con l’atto inaugurale a cura del rettore dell’Università di Deusto, Juan José Etxeberría; del direttore generale del Centro di Umanizzazione della Salute, José Carlos Bermejo; e del presidente della Fondazione Pía Aguirreche, José Galíndez.
Durante il suo intervento, Juan José Etxeberría ha sottolineato la sfida che la tecnologia rappresenta per un’autentica umanizzazione della cura, ricordando che “il fine deve sempre essere la persona”. Ha inoltre evidenziato come l’arte apra l’accesso alla dimensione spirituale e favorisca la resilienza di fronte alla malattia e alla sofferenza.
Da parte sua, José Carlos Bermejo ha presentato questo tempo come l’“Anno della bellezza”, invitando a comprendere la cura come una vera opera d’arte. Nella sua riflessione, ha segnalato che la salute trascende la mera assenza di malattia e costituisce un’esperienza profondamente biografica e spirituale.
José Galíndez ha incentrato il suo intervento sulla necessità di promuovere la cultura palliativa attraverso l’iniziativa “Para Ti Paliativos” (Per Te Cure Palliative), un movimento che cerca di avvicinare alla società l’importanza delle cure palliative e di promuoverle come un diritto universale.
La conferenza inaugurale è stata tenuta dal filosofo e teologo Francesc Torralba, che ha affrontato il valore dell’arte come sostegno umano in situazioni limite. Sotto il titolo “L’arte, balsamo spirituale”, Torralba ha differenziato la bellezza superficiale da quella bellezza profonda legata alla bontà, alla verità e all’unità.
Il relatore ha sostenuto che l’arte permette di esprimere l’indicibile, canalizzare la sofferenza e convertire emozioni complesse in esperienze condivise. Allo stesso modo, ha messo in guardia sulla difficoltà di contemplare la bellezza in una società segnata dalla fretta e dall’iperattività.
La giornata è proseguita con una tavola rotonda di esperienze incentrata sull’applicazione pratica dell’arte nella salute.
La Dott.ssa Sandra López ha presentato la medicina narrativa come uno strumento clinico basato sull’ascolto attento e sulla capacità di interpretare le storie di malattia dei pazienti. Ha spiegato che questa metodologia rafforza il legame terapeutico e favorisce un’assistenza più umana e personalizzata.
Da parte sua, Silvia Fernández ha condiviso l’esperienza della fondazione Arte Paliativo, dove il processo creativo aiuta le persone con malattie in fase avanzata a esprimere emozioni difficili, recuperare autonomia e costruire un’eredità emotiva per le loro famiglie.
Nel quadro della giornata è stata presentata la piattaforma “Para ti, Paliativos”, un’iniziativa promossa dalla Fondazione Pía Aguirreche ed esposta dalla sua direttrice, la dott.ssa Sofía Vallejo.
Il progetto nasce con lo scopo di avvicinare le cure palliative alla società, promuovendo la loro comprensione come parte essenziale dell’assistenza sanitaria e come un diritto legato alla dignità della persona. La piattaforma mira a sensibilizzare, informare e formare, favorendo una cultura palliativa che aiuti a normalizzare l’accompagnamento nel fine vita e a valorizzare la cura integrale dei pazienti e delle famiglie.
Uno dei momenti salienti della giornata è stato l’intervento di Juan Alberto García de Cubas, presidente della Fondazione Cultura en Vena, che ha esposto evidenze scientifiche sull’impatto positivo delle pratiche artistiche sulla salute.
Tra gli altri esempi, ha presentato ricerche condotte in unità ospedaliere che mostrano come la musica dal vivo riduca l’ansia, diminuisca i livelli di cortisolo e migliori i parametri fisiologici nei pazienti critici. In questo contesto, ha evidenziato il programma di “Musicisti Interni Specializzandi (MIR)” sviluppato nella terapia intensiva dell’Ospedale 12 de Octubre.
Uno dei momenti più significativi della giornata è stato l’atto di consegna dei Premi Humanizar, un riconoscimento che valorizza iniziative, professionisti ed enti impegnati per un’assistenza sanitaria e sociale più umana, vicina e centrata sulla dignità della persona.
Questi premi, promossi dal Centro di Umanizzazione della Salute, danno visibilità a esperienze ispiratrici che contribuiscono a costruire una cultura della cura basata sulla compassione, sull’ascolto e sull’accompagnamento integrale, rafforzando così l’impegno collettivo con l’umanizzazione della salute.

