- 08 Marzo (Mar) 2010
Capitolo della Provincia Romana
Dall'8 al 13 marzo, a Villa Primavera presso la casa delle Ancelle dell'Incarnazione, si radunerà il Capitolo della Provincia romana.
Inviamo ai partecipanti, ricordandoli nelle nostre preghiere, un caloroso saluto ed un augurio di buon lavoro.
- 08 Marzo (Mar) 2010
Partito per Haiti il 23 gennaio con la Camillian Task Force fr. Luca Perletti M.I., è rientrato a Roma dopo 30 giorni.
Sempre di corsa tra mille impegni, tra i quali anche la recente emergenza per il terremoto in Cile, siamo riusciti a tenerlo seduto il tempo necessario per rispondere ad alcune domande.
I tuoi appunti di viaggio ci hanno permesso di seguire, giorno dopo giorno, quanto stava accadendo ad Haiti e in particolare nell’ospedale Saint Camille di Port-au-Prince. Cosa ti ha spinto a fissare per iscritto quanto stavi vivendo?
Ho iniziato a scrivere sotto la spinta delle emozioni che vivevo, volevo fissarle per trattenerle e conservarle. Un esercizio di riflessione e di approfondimento personale ma anche un servizio alla comunità nel tentare di offrire notizie su quanto stava accadendo, soprattutto dopo il calo di interesse da parte dei media.
Le scosse che hanno colpito Haiti si sono verificate il 12 gennaio alle 16,53 ora locale e, appena si è diffusa nel mondo la notizia, subito è scattata una grande gara di solidarietà. Alla televisione abbiamo visto volontari, mezzi ed attrezzature provenire da ogni parte del mondo. Abbiamo anche sentito e percepito tensioni e malumori tra gli stessi soccorritori. A tuo giudizio, cosa ha funzionato e cosa no?
In totale ho contato circa 800 gruppi di soccorso ed ognuno lavorava all’interno del suo mondo. Noi Camilliani abbiamo lavorato nel nostro ospedale, rimasto in piedi e sempre funzionante nonostante il sisma avesse causato danni alle infrastrutture, ma in questa emergenza saremmo dovuti entrare in un ottica di collaborazione comunitaria con le altre forze di soccorso. Quello che ha causato un iniziale mancanza di coordinamento tra i soccorritori è stata l’assenza di un Governo locale che accentrasse il tutto. A differenza di quanto accaduto per il terremoto in Abruzzo dove, appositi organi di Governo si sono fatti carico di dirigere e coordinare tutte le operazioni. Comunque ad Haiti non ho notato grandi falle nella complessa macchina operativa internazionale che quasi da subito è intervenuta anzi, ho rilevato molta generosità e molta voglia di fare. Unica nota critica sulla presenza militare, forse troppo esagerata. Adesso ci sarà da affrontare una sfida ancora più grande quella della ricostruzione e della riabilitazione. Allora sì che ci dovrà essere coordinamento e collaborazione, altrimenti sarà un inutile dispendio di soldi, di forze e di energie.
Mentre i telegiornali ci informavano a gran voce di razzie e sciacallaggi da parte di bande locali o di singoli, alcuni scappati dalle carceri, venivano anche trasmesse immagini che mostravano haitiani che, a mani nude e senza attrezzature, soccorrevano quanti si trovavano sotto le macerie. Una solidarietà di cui si è parlato poco. Cosa puoi dirci a riguardo?
Credo che con le notizie sul banditismo si sia esagerato. Nonostante si siano verificati diversi episodi di violenza, legati prevalentemente alla fame e alla povertà, personalmente ho sempre avvertito un clima di molta sicurezza. Con il passare del tempo però, anche a causa della prossima stagione delle piogge, aumenterà la povertà e di conseguenza potrebbe aumentare anche il banditismo. Mi sento comunque di affermare che l’haitiano non è più violento di un qualsiasi altro essere umano. Una soluzione a questo fenomeno era quella di offrire, da subito, lavoro agli haitiani, mentre le Associazioni di soccorso li utilizzavano esclusivamente come interpreti. Noi Camilliani ci stiamo impegnando a promuovere le abilità locali offrendo così opportunità di lavoro.
Purtroppo, i paesi più ricchi del mondo seguiranno l’evento di Haiti, fino a quando giornali e giornalisti avranno storie da raccontare. Spenti i riflettori rimarranno i morti, i feriti, le missioni che da anni già operavano sul posto. Secondo te come si può ovviare a questo?
Quanti si trovano ad Haiti a prestare aiuti e soccorsi, nelle forme più diverse, hanno l’obbligo di tenere informati i benefattori – al riguardo posso affermare che c’è stata una grande generosità -. Noi come Camilliani ci vogliamo impegnare a pubblicare e diffondere un report settimanale redatto dai nostri responsabili di missione ad Haiti. Riteniamo importante informare su quanto si fa, su cosa si sta ricostruendo e su come, grazie alle offerte spontanee di molti, un Paese stia ricominciando a vivere.
In una delle ultime pagine dei tuoi Appunti di Viaggio, ti confidi con noi e racconti come, l’incontro con un ragazzo di ventiquattro anni, abbia generato in te delle domande. Ci mostri che il servizio al prossimo ripaga, ma sempre attraverso una profonda e personale riflessione che passa prima dal cuore per poi arrivare alle mani.
Una delle cose più belle è avvicinare delle persone offendo gli la possibilità di parlare e di aprirsi. Momenti importanti per chi ha subito un trauma in una forma così drammatica e veloce come quello causato da un terremoto. La Camillian Task Force, in questo senso, vuole offrire un servizio di ascolto e sostegno oltre che sanitario.
Adesso che sei tornato rileggerai questo tuo diario o, quanto contiene, rimarrà chiuso in quelle pagine?
Ancora non sono riuscito a fermarmi. Sono come un diapason che sta ancora vibrando. Dovrò aspettare che le tante e forti emozioni, ancora vive si metabolizzino. Ho conosciuto un popolo, ho sofferto con un popolo, ho aiutato un popolo. Una bella esperienza che porterò sempre con me. - 08 Marzo (Mar) 2010
TERREMOTO DI HAITI
APPUNTI DI VIAGGIO DI FR. LUCA PERLETTI, MI
Giorno 14
Da alcune ore sono rientrato a Roma. Una sensazione strana che non la si può solo spiegare con il fuso orario e le ore di sonno perse. È come se il mondo, dopo le forti emozioni provate a Port au Prince, avesse preso un’altra dimensione. Una specie di rifiuto di quanto, invece, mi era familiare e normale. So che ci vorrà del tempo, ma già avverto che quanto visto e sperimentato nel mese trascorso a Haiti non verrà facilmente cancellato dalla memoria né dal cuore. Scorrono veloci tante immagini, suoni, colori: nella mente è come rivedere un film animato, dalle tinte esasperate ma pieno di vita. Al di fuori del mio ufficio romano, invece, i suoni dalla strada giungono ovattati ed anche la giornata, uggiosa e piovigginosa, ci mette del suo per rendere più forti le differenze.
Leggi il resto del diario - 08 Marzo (Mar) 2010
TERREMOTO DI HAITI
APPUNTI DI VIAGGIO DI FR. LUCA PERLETTI, MI
Giorno 13
Nella piccola cappella in pietra dell’Ospedale Saint Damien, costruita sul modello della Porziuncola in Assisi da cui la distinguono le vetrate gotiche con immagini e colori caraibici, mentre il sole scende veloce nel mare, un piccolo gruppo di religiosi e di religiose è radunato in preghiera. Al centro della cappella, posato per terra, il classico sacco con chiusura a cerniera usato per raccogliere i cadaveri di questo terremoto. Il sacco è informe e arrotolato, con una minuscola rilevatura all’apice. Sembra vuoto, quasi che contenesse uno spirito e non un cadavere. In effetti, il sacco contiene solo la testa mozzata di una delle diciasette suore che il 12 gennaio sono morte nel crollo del loro convento, situato vicino alla cattedrale di Port au Prince.
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Da Haiti.
Mi sono sentito sempre in viaggio con Gesù. Sempre con la consapevolezza che aiutare gli altri sia la nostra unica missione nella vita. Il resto è solo un'illusione. Ne sono sicuro…
Un volontario racconta in una lettera, la sua l'attività e come proseguono la vita ed i soccorsi a distanza di un mese e mezzo dal terremotoCaro Luca,
sono arrivato ieri dal mio secondo viaggio per Haiti, Port au Prince.
Un viaggio diverso dal primo, con tante difficoltà poste dall’uomo e come sempre risolvibili con tanta e tanta pazienza.
Sono partito questa volta con mia moglie, Yoandra. Ho voluto farle fare questa esperienza perché, come sai, per capire meglio le cose devi viverle in prima persona. Non crescerai mai se non tocchi le cose con la tue mani.

Le cose qui, ti devo dire che sono cambiate. Ho potuto percepire che, la grande disponibilità incontrata nel primo viaggio era quasi sparita. Siamo ricaduti nelle copie, i timbri, le prime e seconde autorizzazioni. Le code interminabili, aspettando come sempre il dirigente che è sempre in riunione, e che arriva come sempre con il segno del cuscino posta nella fronte. Le solite cose, la stessa musica. A volte cambiano i luoghi ma le persone sembrano sempre le stesse.
Questa volta i nostri amici Fr. Luca e Marco Iazzolino hanno partecipato con noi, e perso il nostro stesso tempo, ad una mattinata nella dogana. Forse in questo modo hanno potuto vedere e sentire i problemi delle consegne a Santo Domingo.
Rosa ha caricato il camion alla Romana. Molto tardi purtroppo. Il personale della dogana si è presentato alle 12,00. La scusa, questa volta, da parte dell’incaricato è stata che la Chiesa Avventista, che è vicino a casa sua, non ha iniziato a cantare come di consueto alle 7,00 ma alle 11,00.
Mah! Ma che sarà ci domandiamo? Il coro avrà fatto sciopero?
Dunque diciamo così, a causa “sciopero” hanno finito di scaricare alle 16,00. Il camion è poi partito diretto a Santo Domingo. In tutto questo frangente le due italiane, che Rosa era andata a prendere alle quattro di mattina, hanno dovuto aspettare il carico del camion, attendendo nei capannoni con Rosa fino alle quattro del pomeriggio!!!
Il container invece è uscito nel pomeriggio, ed è andato direttamente al nostro appuntamento. Alle nove di sera i due camion erano già al punto di ritrovo e ci siamo preparati a caricare in uno dei due, sessanta materassini comprati in giornata che servivano per Haiti.
Siamo partiti alle nove. Che viaggio!!!!!!! Mamma mia!!!

Un caldo pazzesco e senza aria condizionata. Per arrivare al confine abbiamo impiegato ben nove ore. Il container arrivato via nave, era molto carico. Per cui, la velocità era ridotta a 30/40 km per quasi tutto il percorso. Per andare ad Haiti, nei pressi del confine, la strada ha delle colline con delle pendenze pazzesche. In una collina, chiamata del Limone, abbiamo dovuto rallentare, quasi fermarci perché non riuscivamo a salire. Abbiamo proseguito inserendo la ridotta e giungendo al confine alle sei del mattino.
Arrivati al confine ci siamo messi in coda, lunga circa quattro chilometri. Non ho potuto andare avanti perché la polizia non permetteva di avanzare. Ho approfittato e sono andato direttamente con i documenti alla dogana dominicana e haitiana. Nella parte dominicana nessun problema, però nella parte haitiana la coda era di almeno duecento persone per riuscire a sdoganare i camion.
Sai che è incredibile!!! La verità è sempre la stessa, delle persone si sono approfittate della situazione.
Con la scusa del terremoto, portavano merce ad Haiti per poi rivenderla. Senza ovviamente pagare nessun dazio doganale. Molti imprenditori hanno utilizzato Haiti per diventare ricchi, Ma questa è un’altra storia.
Sono ripartito con i due camion (ormai si erano fatte le undici) e piano piano siamo arrivati a Foyer Sant Camille.
Non invidio il lavoro delle persone che scaricano i camion!!!
Difficile, il container dentro avrà almeno 45 gradi e lo avevano caricato da non lasciare un centimetro libero.
Abbiamo finito alle sei. Alle sei i magazzini erano carichi di merce.
Siamo riusciti grazie ad un italiano a scaricare il container da 40 piedi nel cortile dell’ospedale. Scaricato con grande ingegno e fantasia con un montacarichi ed un tubo di ferro. Il container, nonostante il "genio" del Genio del nostro esercito italiano non è venuto accompagnato da una gru’, è quindi rimasto a terra. A scaricarlo è stato il “genio” italiano veramente. Questo italiano, si chiama Ugo.
Che grande uomo. Un pensionato che lavora come volontario.
Non posso descriverti, e tu non puoi immaginare, quanto è bravo quest’uomo. Piccolino, di poche parole ha diretto, gridando e sbraitando, lo scarico dei due camion come il migliore direttore guida con la sua bacchetta la migliore orchestra del mondo!!!
Finita la missione. Stanchi io e Yoandra, ma felici come non mai.
Mai mi sono sentito tanto bene.
Mai sono stato tanto felice.

Io che per sollevare la spesa devo prendere il Voltaren tre giorni!!!! Ho scaricato due camion!!! Non è possibile.
Però il buon Dio non fa mai le cose per caso. Io mi sento la dimostrazione di questo suo volere. Non perché sia un miracolo. Sono piccole cose. Cose che hanno a che vedere solo con me. Ma tutto è possibile se si vuole.
Mi sono sentito sempre in viaggio con Gesù. Sempre con la consapevolezza che aiutare gli altri sia la nostra unica missione nella vita. Il resto è solo un'illusione. Ne sono sicuro…
Vedere Haiti, vedere queste persone è difficile. È toccare il fondo del pozzo.
Quando una persona perde tutta la propria famiglia, il lavoro, gli amici, la casa.
Dio mio!!! ma come si fa’. A parte viveri, vestiti, case, quanto amore devi dare a questa gente? Come fai ad aiutare e cercare di alleviare un dolore tanto grande?

Sai cosa ti dico? Io sono veramente fortunato. Ho una moglie meravigliosa, quattro figli stupendi, amici e parenti da condividere amore ed esperienza. È questa la vera ricchezza che Dio ci ha dato. Una ricchezza morale e spirituale immensa che dobbiamo essere consapevoli di avere, e mi rendo conto che molte volte cerco ricchezze che non mi porteranno mai a nulla e scoprirò unicamente che sempre qualcuno sarà più ricco di me, e dentro nuovamente, rischierò di diventare vuoto. Il mio cibo, il mio sapere è diverso.
Andare su questo camion per me è stata una cosa profonda. Mi ha fatto capire tante cose. Invito a tutti nel montare su questo camion con noi.
Ho incontrato lungo il mio viaggio, altre missioni dove aiutano. Persone al servizio degli altri. Al servizio della comunità.
Con me due infermiere. Due infermiere che sono montate nelle stesso camion. Che hanno fatto lo stesso percorso. Che sono rimaste ad aiutare. Resteranno un mese ad Haiti. Quanto le invidio.
Ho incontrato i ragazzi della confederazione nazionale Misericordie Italiane. Bravi. Bravissimi!!!
Sono andati a montare un gazebo di 150 metri per la fisioterapia. Un salone nuovo dove molte persone usufruiranno di nuove terapie. Ricordati che i danni e fratture subite sono immense. Resteranno fino al montaggio delle strutture.
La prossima settimana arriverà un altro gruppo. Mi sembra che si occuperanno di filmare e raccontare il lavoro dei Camiliani e di come vivono queste persone ad Haiti. Sono sei persone. Sicuramente faranno grandi cose.
Io da parte mio continuerò a portare merce con i camion. E credimi, non ne vedo l’ora!!! Ho dei nuovi amici, nuove esperienze, nuovi percorsi e traguardi da raggiungere.
La morale è, fratello mio, che sono le cose umili e faticose che ti portano a capire quale sia il cammino corretto della tua vita!!!!
Uniti
Marco
(Marco Deluca, che da circa vent’anni vive a Cuba, è il responsabile per i Caraibi dell’Associazione Semi di Pace. Per il progetto di Haiti, a sostegno della missione Camilliana, è il responsabile servizi logistici, dei trasporti e dello sdoganamento delle merci. Un prezioso collaboratore).
Ricordiamo a quanti volessero dare il loro aiuto attraverso un contributo, che l'Ordine dei Ministri degli Infermi prosegue con la raccolta di fondi da destinarsi alla missione di Haiti per interventi di prima emergenza e per la ricostruzione.
Le coordinate bancarie sono:
CTF:
Credito Artigiano, Via S. Pio X, 6/1°- 00193 Roma
IBAN: IT 54 E0351203200000000011643
BIC SWIFT: ARTIITM2
Madian orizzonti onlus:
Banca Popolare di Bergamo
Iban: IT64 M054 2801 0000 0000 0077749,
C/C POSTALE: 70170733 (da usare per la detrazione fiscale) - 07 Marzo (Mar) 2010
Terremoto in Cile
Stanno bene i religiosi camilliani a Santiago del CileDa Padre Eligio Castaldo, Superiore della comunità di Santiago del Cile, è giunta la conferma che, nonostante la scossa di terremoto verificatasi sabato 27 gennaio, tutti i religiosi della comunità stanno bene. Sporadiche e complicate risultano l'erogazione di luce e gas.
- 04 Marzo (Mar) 2010
TERREMOTO DI HAITI
PADRE GIANFRANCO M.I., CI GUIDA NEL FOYER ST. CAMILLE - 04 Marzo (Mar) 2010
TERREMOTO DI HAITI
PADRE GIANFRANCO M.I., CI GUIDA NEL FOYER ST. CAMILLE
Video n. 2




