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Papa Sisto con un altro Breve Apostolico dà facoltà a Camillo di portare la Croce – Una relazione emozionale

di p. Bruno Brazzarola, Camilliano

Non solo «il Cardinal Mondovì» in quel principio si era mostrato «amorevole e affezionato di Camillo, ma altri personaggi ancora, e in particolare il Cardinal Sans, il quale fece relazione al Papa di quanto era stato risoluto nella Sacra Congregazione [per l’approvazione della Società, seu Congregationem, dei Ministri degli Infermi il 18 marzo dello stesso anno, 1586] lodò e commendò tanto questo Instituto, insieme con la bontà e carità del Fondatore, che gli fece venir voglia di vederlo e di conoscerlo». Conosciuta la «voglia» del Papa tramite monsignor Cassano, Segretario della Congregazione dei Vescovi e Regolari, Camillo «andò subito a ritrovar il Pontefice in Vaticano dove, avendogli baciato i piedi, gli disse con parole piene di santa semplicità, che lui era Camillo, servo inutile, di cui indegnamente s’era servito Iddio per dar principio a quella Congregazione ch’ultimamente era stata confirmata dalla Santità Sua; delchè era andato a ringraziarla e a metterla allora per sempre sotto l’ali di quella Santa Sede. Rispose il Pontefice che lo vedeva e conosceva con molto suo contento, promettendo che nelle occorrenze gli avrebbe sempre aiutati e favoriti, accettando volentieri tutta la Congregazione nella sua protezione».

Nella Vms non è menzionata la «protezione» concessa dal Pontefice a «tutta la Congregazione»; appare, la prima volta, nell’edizione del 1615.

L’incontro dei due uomini, votati a un unico – diversificato – ideale, accrebbe lo stimolo che li aveva fatti conoscere prima ancora di conoscersi personalmente e ottenne gli effetti pronosticati dal vigile sentimento dei due protagonisti; «… il Papa – scrive Martindale – scrutò in silenzio quel viso eccezionale. Sisto che, indubbiamente, d’uomini se ne intendeva, capì d0avere davanti a sé un uomo fortissimo, cosi forte da essere riuscito a vincere se stesso».

«Nella qual benigna risposta [continua il racconto] confidato, Camillo prese ardire di pregarlo che cosi egli, come tutti gli altri della sua Congregazione, potessero portare una Croce di panno leonato sopra la sottana e mantello, per distinzione da essi e gli altri Chierici Regolari».

Gli «altri» erano: i Teatini (1524), i Barnabiti (1530), i Somaschi (1534), i Gesuiti (1524). La distinzione – segnaletica – d’una propria alterità, era presentata in quel momento come motivazione di valore immediatamente percettibile e utilitario; ma la «croce» era qualcosa di più per Camillo; era il «segno» che prius cognitum conduce ad cognitionem alterius: «segno» del carisma dato a Camillo dallo Spirito; «segno» dell’idea-madre, indispensabile, simbolo-rappresentazione, perché «come insegna la psico-sociologia e l’antropologia culturale, l’intenzione profonda non può essere vissuta a lungo senza rappresentazioni simbolico-rituali (che danno espressione all’immagine di uomo nel mondo che ci si fa) né senza il supporto della Comunità significante col suo tipico quadro di riferimento e di conservazione, radicato sulla fede comune del gruppo».

«Segno» prerilevato già da Camillo nel vespro agostano di quattro anni prima, quando, stando egli «una sera nel mezzo dell’Ospidale [di San Giacomo] pensando a’ suddetti patimenti de’ poveri, gli venne il seguente pensiero: ch’a tali inconvenienti [il disservizio ospedaliero] non si poteva meglio rimediare che con con costituire una Congregazione d’uomini pii e da bene i quali sopplendo ad ogni mancamento d’essi servi mercenarii, avessero per instituto d’aiutare e servire a detti poveri, non per mercede, ma volontariamente e per amor d’Iddio; con quella carità e amorevolezza che sogliono far le madri a’lor proprii figliuoli infermi. Sovvenendoli anco in questa prima intelligenza che detti uomini pii, acciò fossero conosciuti dal mondo per tali, potevano portare un segno di Croce n’ vestimenti […]. Occorre questo al Padre nostro l’anno 1582 che fu il decimo del pontificato di Gregorio XIII intorno alla festività della Santissima Assunzione di Maria sempre Vergine, d’agosto».

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