Al Celio di Roma inaugurata una nuova opera dedicata a San Camillo

In occasione del 40° anniversario della proclamazione di san Camillo Patrono della Sanità Militare, nella chiesa “Salus infirmorum” del Policlinico Militare “Celio” è stata inaugurata un’opera del 01maestro Silvia Polizzi, artista e teologa, fondatrice della corrente artistico-spirituale “Arte Logos”. L’Opera è stata benedetta da Mons. Santo Marcianò, durante la celebrazione da lui presieduta giovedì 27 marzo alle ore 11.

 

L’opera ha un chiaro significato liturgico ed è la stessa autrice a spiegarlo, fornendone un’interessante lettura teologico-spirituale.

 

“San Camillo de Lellis Patrono della Sanità Militare”: un’opera per la pace.

 

In occasione di questo importante evento, mi è stata affidata dal Magg. Gen. Mario Alberto Germani, Direttore del Policlinico Militare di Roma, la creazione di un’opera pittorica commemorativa nella chiesa Salus Infirmorum.

Ho pertanto ideato la nuova opera iconografica “San Camillo de Lellis Patrono della Sanità Militare”, che raffigura san Camillo e un operatore sanitario militare nell’atto di soccorrere un soldato ferito. L’ho realizzata con l’antica tecnica delle tempere con pigmenti naturali finissimi e mosaico di oro zecchino in foglia, su tavola in legno pregiato, preparata con tela di lino, gessi e colle naturali e rifinita con lacche naturali, tecnica destinata a durare nel tempo, per un’opera attuale e contemporanea in questo importante luogo liturgico.

Inserita in un’arca rettangolare, dipinta con pigmenti di terre a rappresentare la nostra realtà terrena, si affaccia verso il fedele la figurazione di questo evento di alto valore umano e spirituale. E’ un teatro di guerra, con ordigni esplosivi e filo spinato, che però invita a perseguire fortemente la pace e l’amore, nel gesto di grande misericordia e compassione dei personaggi rappresentati.

Il cielo blu notte, con la luna, sta a significare le notti di dolore dell’umanità; vi brillano dodici stelle, e tra queste il sole, a rappresentare la totalità dell’umanità e del creato, che geme e soffre a causa del peccato e della tragedia delle divisioni e delle guerre.

L’oro zecchino in foglia, metallo preziosissimo che non si corrompe, rappresenta la vita divina, il suo splendore, la vita eterna che si riflette nel nimbo del Santo, che risplende dietro il suo volto.

Anche la notte è pertanto illuminata da un mosaico di oro zecchino in foglia, con tessere di forme diverse, piccole e grandi: ogni tessera rappresenta ognuno di noi, che siamo redenti dalla Pasqua di Cristo e veniamo trasfigurati dalla sua luce e dal suo amore.

Nel cuore dell’opera, spicca l’immagine piramidale di San Camillo e dei due soldati in mimetica, in un movimento di un unico abbraccio, a testimoniare l’atto di carità compiuto.

Le ferite fasciate e soprattutto il volto del ferito richiamano in modo evidente Cristo, che San Camillo vedeva e amava in ogni sofferente. Il Santo, infatti, rivolge con espressione di amore il suo sguardo al volto di lui; mentre OLYMPUS DIGITAL CAMERAl’operatore sanitario, sulle ginocchia del quale il ferito è accolto e adagiato, guarda con compassione le sue ferite.

Il soldato ferito ha deposto da un lato l’elmetto e tiene in mano un ramoscello di ulivo, auspicio di fratellanza e di pace.

E’ un’opera che raffigura la grande vocazione e missione di San Camillo de Lellis e della Sanità Militare, ma che coinvolge anche tutti gli operatori sanitari e tutti noi. Infatti il ferito-Cristo rivolge il suo sguardo di infinito amore verso il fedele e l’osservatore, poiché il Signore stesso dirà a ognuno degli operatori sanitari e a ognuno di noi: “ero malato e siete venuti a visitarmi … ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.” (cfr Mt 25, 36. 40).”

Silvia Polizzi

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