Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti Umani dell’UNESCO. A 10 anni dalla loro proclamazione

CONVEGNO
Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti Umani dell’UNESCO
A 10 anni dalla loro proclamazione (19 ottobre 2005)

12079076_920067554724927_6106542507414513975_n

Renzo Pegoraro e p. Leocir Pessini

Roma – Aula Magna del Camillianum

A dieci anni dalla proclamazione dei diritti sulla bioetica e sui diritti umani, è interessante rilevare come la bioetica si pone come coscienza critica rispetto ad un certo disagio sociale, alla sempre maggiore difficoltà di accesso alle cure, alla sperequazione economica tra classi sociali sempre maggiore, al disastro e all’incuria ambientale…

La bioetica ci invita a non fare appello in modo retorico ai diritti umani condivisi, ma a porci responsabilmente di fronte alle più varie forme di vulnerabilità. Ci invita ad assumere responsabilmente i rischi per un’autentica crescita umana, di ogni uomo e di tutti gli uomini, a cercare dei linguaggi condivisi, a mantenere il dialogo con le diverse agenzie che si impegnano a favore dell’humanum. Si tratta di realizzare una felice circolarità tra i principi assoluti e la realtà in cui viviamo concretamente.

Nell’Art. 1. della dichiarazione, si chiarisce subito che si è di fronte ad una prospettiva chiaramente antropocentrica (diritti umani) e solo a latere dell’ambiente come contesto in cui l’uomo stesso vive.

I diritti dell’uomo riconducono a questioni di natura giuridica, tecnico-sanitario, alla dimensione della ricerca scientifica, al diritto alla salute, alla privacy, al rispetto per la diversità culturale, all’impegno alla solidarietà, all’attenzione alle generazioni future, alla responsabilità sociale e per la salute (accesso alle cure sanitarie, protezione della vita soprattutto nel suo inizio e nella sua naturale conclusione); alla promozione dell’accesso alle cure condivise.

La bioetica della Dichiarazione ci sollecita ad una riflessione su tre punti centrali:

  1. bioetica globale come rimbalzo sulle promesse della scienza e della ricerca scientifica (ingegneria genetico-umana con il rischio/tentativo di intervenire sulla linea germinale dell’uomo stesso e con la necessità di una reale distinzione tra gli interventi realmente terapeutici rispetto a progetti di potenziamento dell’umano stesso);
  2. bioetica globale come questione della libertà e delle libertà (autonomia, consenso, rispetto della vulnerabilità);
  3. bioetica come questione di giustizia, di uguaglianza e di disuguaglianza (come esperienza che può mettere a rischio la pace e la convivenza sociale), come condivisione dei benefici raggiunti (non possiamo e non dobbiamo accontentarci della beneficienza top down, della beneficienza dall’alto in basso – si tratta di passare alla creazione di una rete di condivisione delle conoscenze e del progresso scientifico). È anche questo un modo di sentirsi fratelli, perché partecipi non solo dei benefici (offerti con una logica di pura filantropia dall’alto) ma anche degli impegni nella ricerca e nella implementazione della conoscenza.

Se si vuole raccogliere in pochi mesi semina miglio;
se si vuole raccogliere in pochi anni pianta alberi;
se si vuole raccogliere all’infinito, educa l’uomo!

12108978_920081704723512_8477149230900350211_n

Palma Sgreccia, Preside del Camillianum

Il testo ufficiale della Dichiarazione Universale sulla bioetica e i diritti umani (approvata il 19 ottobre 2005 dalla 33ma Conferenza dell’Unesco) si può trovare ai link seguenti:

Universal Declaration on Bioethics and Human Rights

Dichiarazione Universale sulla bioetica e i diritti umani (2005)

 

Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti Umani dell’UNESCO (19 ottobre 2005)  Aula Magna del Camillianum, 13 ottobre 2015
Presentazione
Le questioni bioetiche costituiscono un laboratorio civile, l’ambito in cui si confrontano valori e culture diverse. La Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti Umani, adottata dalla Conferenza Generale dell’UNESCO (il 19 ottobre 2005), sottolinea le dimensioni sociali, giuridiche e ambientali dei problemi collegati alla medicina, alle scienze della vita e alle biotecnologie.
È prioritaria non solo la salvaguardia del benessere, dell’autonomia e della vulnerabilità del singolo, ma la promozione dell’equità e della cooperazione, la protezione dell’ambiente, della biosfera e della biodiversità.
Il Convegno intende riflettere su come i principi e le procedure suggerite dalla Dichiarazione siano penetrati nelle legislazioni e nelle politiche, valutare se c’è un equo accesso al progresso medico, scientifico e tecnologico, se vengono tutelati i bisogni dei paesi in via di sviluppo. Rimane viva “la necessità di un nuovo approccio alla responsabilità sociale per garantire che il progresso scientifico e tecnologico contribuisca alla giustizia, all’equità e all’interesse dell’umanità […] Considerando che tutti gli esseri umani, senza distinzione, dovrebbero beneficiare degli stessi elevati standard etici nel campo della ricerca in medicina e nelle scienze della vita” (Preambolo).
Programma
Martedì 13 ottobre 2015
Moderatore: PALMA SGRECCIA, Preside del Camillianum
15:00 Saluto d’apertura
EUGENIO SAPORI M.I., Vicepreside del Camilllianum
15:10 Principi e valori della Dichiarazione
STEFANO SEMPLICI, Presidente del Comitato Internazionale di Bioetica dell’UNESCO dal giugno
2011 al settembre 2015
15:35 Recezione della Dichiarazione nella bioetica globale
LEO PESSINI M.I., Moderatore generale del Camillianum
16:00 I bisogni sanitari dei Paesi in via di sviluppo
JACQUES SIMPORÉ M.I., Rettore dell’Università San Tommaso d’Aquino di Ouagadougou
16:25 La Sperimentazione Biomedica tra progresso scientifico e tutela della persona
RENZO PEGORARO, Cancelliere della Pontificia Academia Pro Vita