Newsletter 68 – Il mondo camilliano visto da Roma… e Roma vista dal mondo

MESSAGGIO DI P. LAURENT ZOUNGRANA, VICARIO GENERALE DEI CAMILLIANI AI CONFRATELLI, AI MEMBRI DELLA FAMIGLIA CAMILLIANA LAICA E AI COLLABORATORI E VOLONTARI DELLE OPERE SANITARIE

Carissimi Confratelli, membri della Famiglia Camilliana Laica, e tutti quanti, professionisti sanitari e volontari, che insieme a noi prestate servizio agli ammalati, giunga a tutti e a ciascuno il mio saluto cordiale!
Stiamo vivendo una stagione di dolore e di sofferenza a causa della pandemia Covid-19 che sta colpendo la vita di tantissimi nostri fratelli e sorelle in varie parti del mondo. Si tratta di una pandemia che ci obbliga a cambiare i nostri comportamenti abituali ed alimenta in noi un profondo senso di tristezza e di paura. Questa rapida infezione globale ci mette di fronte alla nostra impotenza, ma alimenta anche la grande speranza di sconfiggerla insieme.
Sono consapevole che tanti di voi state combattendo questa ‘battaglia’ in prima linea, impegnandovi nel sostenere, consolare e guarire le persone contagiate e cercando di migliorare e rinforzare i contesti sanitari. Voglio manifestare a ciascuno di voi, attraverso questo messaggio, la mia vicinanza speciale e quella dei miei confratelli consultori, assicurandovi la preghiera, la stima e l’affetto fraterno.

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MESSAGGIO PER LA GIORNATA DEI RELIGIOSI CAMILLIANI MARTIRI DELLA CARITÀ 25 MAGGIO 2020

Mentre auguriamo a san Camillo un buon Compleanno di 470 anni, celebriamo contemporaneamente il ventiseiesimo anno della festa dei “Religiosi Camilliani Martiri della Carità”.

San Camillo de Lellis, nato il 25 maggio 1550 a Bucchianico (CH), dopo la sua conversione avvenuta il 2 febbraio 1575 si è dedicato corpo e anima al servizio dei malati con cuore di madre. Egli ha anche istituito “una compagnia d’huomini pii e da bene che non per mercede (interessi personali), ma volontariamente e per amor di Dio gli servissero con quella charità et amorevolezza che sogliono far le madri verso i lor proprij figlioli infermi”[1]. Sostenuto dalla grazia di Dio, dal Crocifisso e dalla Madre di Dio, Camillo insieme ai suoi compagni ha dato un esempio di dedizione eroica agli infermi così elevato che il loro modo di servire gli infermi è stato chiamato “una nuova scuola di carità” da Papa Benedetto XIV. Essi erano mossi dallo spirito del loro quarto voto che vuole che servino i malati, anche appestati, a costo di esporsi al pericolo di vita.

Dal tempo di san Camillo vivente e lungo i quattro secoli di storia fino ad oggi, non sono mancati uomini e donne che si sono generosamente dedicati al servizio dei malati, alcuni dei quali con grande eroicità, e che possono essere annoverati tra i martiri con il titolo di “Martiri della Carità”.

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IERI COME OGGI: I CAMILLIANI IN PRIMA LINEA

di Luciana Mellone

Da quando nel 1586, la “compagnia di uomini da bene” ottenne l’approvazione dal Papa Sisto V e, nel 1591, il Papa Gregorio XIV diede lo status di Ordine, con il nome di “Ordine dei Ministri degli Infermi”, i Ministri degli Infermi, Camilliani hanno sempre rivolto le loro attenzioni al mondo della salute dedicandosi ai malati e ai sofferenti.
Questo nobile impegno è sancito non solo dalla stessa costituzione dell’Ordine: “Il nostro Istituto ha per scopo il servizio completo del malato nella globalità del suo essere”, disposto “ad assumere ogni servizio nel mondo della salute, per l’edificazione del regno di Dio e la promozione dell’uomo” (C 43), ma è soprattutto sentito nel più profondo dell’anima e del cuore di ogni membro dell’Ordine stesso. Consacrando la loro vita al malato molti camilliani hanno perso quella loro nelle epidemie e catastrofi succedutesi nel corso dei secoli.
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SPECIALE CORONA VIRUS (Emergenza Covid-19)
In questi ultimi mesi segnati dalla paura e dall’insicurezza causato della pandemia Covid-19, vi proponiamo una raccolta di tutte le iniziative, cariche di speranza e di passione per l’umanità vulnerabile, che la Grande Famiglia di San Camillo ha messo in campo per portare aiuto e conforto ai fratelli e alle sorelle che stanno vivendo questo difficile momento.

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COVID19 in Brasile – La testimonianza di p. Mário Luís Kozik

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Assistente Spirituale in Ospedale al tempo del Coronavirus

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COVID19 in Burkina Faso – La testimonianza di p. Paul Ouedraogo

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P. Paolo Guarise – L’arrivo del Covid19 in Kenya

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P. Médard Aboue, camilliano – Riflessione sulla riapertura delle Chiese

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P. Shukrani: “In Tanzania doppia minaccia, Covid19 e fame”

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Le pestilenze del XVII secolo: tragica attualità

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Tele Pace – Intervista a Suor Bernadete Rossoni, postulatrice delle Figlie di San Camillo

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Como Zero – I cappellani del Sant’Anna e quelle telefonate ai familiari dei malati Covid

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TelePace – Intervista a p. Danio Mozzi del CCF di Verona

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Taiwan-Italia: coronavirus, missionario italiano raccoglie 3,97 milioni di dollari per l’emergenza

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Corona Virus: Canale youtube della Provincia Austriaca

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Coronavirus: le iniziative promosse dalla Provincia spagnola camilliana

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Coronavirus – Comunità Madian di Torino

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Coronavirus – Il centro di Ascolto S. Camillo di Roma attiva il servizio di supporto psicologico e spirituale

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Emergenza Coronavirus – Considerazioni e Apprendimenti di p. Pangrazzi

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Celebrazione eucaristica sulla pagina Facebook

In questo periodo caratterizzato dal ‘distanziamento sociale’, per ridurre al minimo ogni possibilità di contagio, anche la comunità camilliana della casa generalizia, come molte altre comunità camilliane e parrocchie sparse in tutto il mondo, ha celebrato la liturgia domenicale ed in particolare le celebrazioni della santa Pasqua 2020, condividendo questo momento di preghiera, di comunione e di celebrazione, sulla pagina Facebook dell’Ordine in diretta dal Cubiculum, ex infermeria della Casa Generalizia dei Camilliani e luogo in cui morì San Camillo de Lellis, il 14 luglio 1614 e dalla sala capitolare, che ricorda i 400 anni di storia dell’Ordine.

ZOOM-CONFERENCE DELLA CONSULTA GENERALE con i SUPERIORI MAGGIORI E I DELEGATI DELL’ORDINE (6 aprile 2020 & 11 maggio 2020)

Il Vicario Generale, padre Laurent Zoungrana con la Consulta ha organizzato per il giorno 6 aprile 2020 e dopo un mese il giorno 11 maggio 2020, due video conferenze sulla emergenza che la pandemia del Coronavirus sta creando in tutto il mondo.
Sono stati invitati tutti i superiori maggiori dell’Ordine per condividere insieme il punto della situazione, le iniziative/strategie messe in atto nonché i bisogni urgenti per ogni provincia/vice provincia/delegazione dell’Ordine. Tutti i superiori maggiori hanno partecipato alla videoconferenza.
Questa iniziativa fa seguito alla lettera di incoraggiamento inviata il 15 marzo a tutti i confratelli dell’Ordine e ai loro collaboratori e vuole anzitutto far sentire l’Ordine unito in una situazione drammatica e nella speranza che l’esperienza degli uni e degli altri possa aiutare ad affrontare meglio l’epidemia, nonché manifestare ai malati l’affetto, l’attenzione e la vicinanza dei camilliani.
Le videoconferenze sono state un momento di condivisione dei vissuti nelle varie realtà locali ricordando anzitutto i nostri confratelli impegnati nel loro ministero in prima linea, quelli attualmente contagiati e i primi tre confratelli italiani deceduti con la positività al coronavirus.
Nell’incoraggiamento reciproco nella lotta contro questo subdolo male, in un clima di generale preoccupazione e di incertezza, sono emerse le strategie e le iniziative già in atto in ogni provincia/vice provincia/delegazione, nonché alcuni bisogni urgenti di aiuto concreto a cui si cercherà di provvede per quanto sarà possibile.
Il consultore padre Aris Miranda ha presentato alcune iniziative concrete promosse dalla Curia generalizia: il servizio di counselling online sulla piattaforma internazionale coronacare.life, il supporto e la ripartizione della raccolta fondi promossa dalla delegazione camilliana di Taiwan e la partecipazione al bando che la CEI ha pubblicato per l’emergenza Covid-19 (bando indirizzato ai paesi africani e agli altri Paesi poveri del mondo), nonché una pagina web speciale coronavirus nel sito dell’Ordine.
Gli interventi dei provinciali/vice provinciali/delegati hanno condiviso le diverse situazioni in atto rivelando una generale volontà di rispondere alla sfida del coronavirus nella fedeltà al nostro carisma pur rispettando i limiti di confinamento che le disposizioni dei governi nazionali hanno imposto a tutte le popolazioni.
I dati numerici della pandemia rivelano che mentre alcuni paesi hanno forse già superato il “picco” dei contagi (Italia, Spagna) e iniziano la tanto attesa discesa, in altri l’epidemia è appena iniziata e si prevede una rapida crescita dei contagi.
In tutte le nostre comunità delle province/vice province/delegazioni dell’Ordine vengono fatte osservare scrupolosamente le disposizioni emanate dalle autorità sanitarie e governative per quanto riguarda l’igiene, l’uso delle mascherine e degli altri mezzi di protezione. Allo stesso modo, in tutte le nostre comunità si stanno osservando anche le disposizioni di confinamento e di distanziamento sociale e, in alcuni paesi dell’Africa, anche il coprifuoco notturno.
I dirigenti (religiosi e laici) delle nostre opere sanitarie e assistenziali si riuniscono regolarmente per implementare le raccomandazioni precauzionali emanate dalle autorità sanitarie per prevenire la diffusione dei contagi e per gestire la crisi.
In alcune strutture sanitarie si è dovuto provvedere alla disinfezione degli ambienti con l’aiuto della polizia locale, dell’esercito e di altre unità di intervento.
In tutte le opere sanitarie e assistenziali delle provincie le visite dei parenti sono vietate, così come pure tutte le attività di culto con il popolo.
Quasi ovunque si sono attivati gruppi di preghiera online e la celebrazione della Messa diffusa via internet, oltre a centri di ascolto telefonico.
Nel rispetto di tutte le disposizioni governative e sanitarie i nostri religiosi hanno continuato a svolgere il loro ministero, ove consentito.
Il ministero dei cappellani negli ospedali continua in modo diversificato. In quasi tutte le Province/Vice province/Delegazioni i cappellani visitano solo i malati gravi su loro chiamata per assicurare il conforto e i sacramenti. In alcune comunità meno colpite dall’epidemia il ministero dei cappellani sta svolgendosi regolarmente, sia nelle strutture sanitarie che a domicilio, ovviamente prendendo tutte le precauzioni sanitarie per evitare di contagiarsi e di contagiare.
Le principali difficoltà e motivo di grande sofferenza per tutti sono legate alle conseguenze del distanziamento sociale e del confinamento obbligatorio. I parenti non possono visitare i propri cari neanche al loro capezzale e, in caso di morte, non possono partecipare ai loro funerali che vengono celebrati in cimitero dal solo sacerdote.
Quanto alle necessità urgenti, quasi ovunque si sono attivate raccolte fondi per venire incontro al grande bisogno di dispositivi di protezione per il personale sanitario e per la popolazione (mascherine, guanti, gel idroalcolico, tute protettive, schermi, detergenti alcolici, ecc…).
In alcune comunità si stanno sperimentando buone sinergie con funzionari governativi, polizia locale, enti sanitari pubblici, per riuscire a rispondere positivamente alla pandemia.
Nei paesi e nelle zone più povere dell’Africa, dell’America Latina e dell’Asia si prevede anche un grande bisogno di cibo per la popolazione che, non potendo lavorare, si rivolge alle nostre comunità chiedendo aiuto. Da qui la richiesta di aiuto economico per poter dare cibo e altri generi di prima necessità ai più bisognosi.
Tutte le nostre strutture sanitarie e assistenziali, nonché le parrocchie e i centri di pastorale hanno fermato l’attività ordinaria con un conseguente arresto della loro economia. Si prevedono a breve termine difficoltà nel pagare gli stipendi ai dipendenti.
Infine in molte comunità dell’Ordine si sta sperimentando una intensificazione della preghiera. Le comunità si riuniscono più intensivamente per la preghiera e per l’adorazione eucaristica e con diverse modalità on line cercano di portare il più possibile la parola della fede al popolo e ai malati affinché sperimentino in questo tempo di sofferenza la vicinanza e l’amore del Signore.

C.A.D.I.S. SI MOBILITA PER LA CRISI UMANITARIA CAUSATA DAL COVID19

L’attuale crisi sanitaria legata alla pandemia di Covid-19 sta pesando sulla vita di molte persone, soprattutto nei Paesi africani e asiatici. Infatti, secondo l’Unione Africana, a causa delle misure adottate dai diversi Paesi per rallentare il contagio, più di 20 milioni di persone si trovano senza lavoro e quindi senza risorse per sfamare le loro famiglie. Inoltre, anche le norme igieniche messe in atto per prevenire la diffusione del virus costituiscono un grave problema per molte persone: come lavarsi regolarmente le mani nei paesi in cui l’accesso all’acqua è difficile per la maggior parte della popolazione? Come rispettare la quarantena quando siete più di 6 nella stessa stanza? E di fronte alla precarietà della vita e al bisogno urgente di cibo, il dilemma per molte di queste persone è: scegliere tra morire di fame in casa o rischiare la morte per il coronavirus uscendo a guadagnare il pane.
Di fronte a questa scelta senza uscita, e per evitare una possibile crisi umanitaria, emerge un’altra strada che dipende da noi, da te, da me. Infatti, per superare la diffusione del virus in questi paesi, queste popolazioni hanno bisogno del nostro sostegno.
CADIS International in collaborazione con la grande famiglia camilliana sta preparando un programma di assistenza per queste popolazioni vulnerabili. Questo programma consiste nel fornire loro dei kit alimentari per consentire loro di sopravvivere durante questi periodi di isolamento e cosi contribuire a chiudere le linee di possibile trasmissione del contagio, misura essenziale per evitare una catastrofe umanitaria. Per questo CADIS fa appello alla tua generosità per rendere effettivo il progetto e salvare delle vite.
Puoi inviare il tuo contributo al seguente conto:
IBAN: IT13T 03104 03202 00000 08402 70
BIC-SWIFT: DEUTITM1582
Bank: Deutsche Bank
Bank Address: Largo di Torre Argentina, 4, 00186 Roma
Possa il Signore ricompensarti con la sua pace e la sua gioia. “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere. Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Mt 25, 35; 40

Fondazione CADIS – Destina il tuo 5 per mille

Scegli di vincolare il 5 per mille dell’IRPEF a CADIS (Camillian disaster service international) è scegliere di sostenere il Fondo per le emergenze umanitarie!

Come fare

Nel modulo della dichiarazione dei Redditi (730, CUD, Unico) trovi il riquadro “scelta per la destinazione del 5 per mille dell’IRPEF”.

Firma nello spazio “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni….”
e inserisci il codice fiscale CADIS

97871950586

Non dimentichiamo mai che il vero potere è il servizio
Bisogna custodire la gente, aver cura di ogni persona, con
amore, specialmente dei bambini, dei vecchi, di coloro che
sono più fragili e che spesso sono nella periferia
del nostro cuore.
Papa Francesco

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE (12 MAGGIO 2020)
Cari fratelli e sorelle!
Celebriamo oggi la Giornata Internazionale dell’Infermiere, nel contesto dell’Anno Internazionale dell’Infermiere e dell’Ostetrica indetto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. In questo stesso giorno ricordiamo anche il bicentenario della nascita di Florence Nightingale, colei che diede inizio all’infermieristica moderna. In questo momento storico, segnato dall’emergenza sanitaria mondiale provocata dalla pandemia del virus Covid-19, abbiamo riscoperto quanto la figura dell’infermiere, ma anche quella dell’ostetrica, ricoprano un ruolo di fondamentale importanza. Quotidianamente assistiamo alla testimonianza di coraggio e di sacrificio degli operatori sanitari, in particolare delle infermiere e degli infermieri, che con professionalità, abnegazione, senso di responsabilità e amore per il prossimo assistono le persone affette dal virus, anche a rischio della propria salute. Ne è prova il fatto che, purtroppo, è elevato il numero degli operatori sanitari che sono morti nel fedele compimento del loro servizio. Prego per loro – il Signore li conosce ciascuno per nome – e per tutte le vittime di questa epidemia. Il Risorto dia ad ognuno la luce del paradiso e alle loro famiglie il conforto della fede. CONTINUA QUI

L’UMILTÁ ACCANTO AL MALATO
Tratto da “San Camillo de Lellis rivisitato secondo la ‘Positio’ dei processi canonici” di Domenico Casera
I testimoni dell’umiltà portano il discorso sulla massima ed eroica manifestazione di questa virtù nell’assistere i malati. I dettagli sono ripetitivi, crudi, come cruda e scadente era la si¬tuazione igienica degli ambienti. Li abbiamo già sentiti nel ca¬pitolo sull’amore di Camillo per gli infermi.
Qui l’argomento e ripreso dall’angolazione dell’umiltà. Riportiamo la testimo¬nianza di un laico, Giovan Battista Dalla Chiesa, physicus ar¬tium et medicinae doctor, che cosi depone al processo di Ge¬nova: «Ho osservato che il servo di Dio aveva una profondis¬sima umiltà, non solo trattando e praticando con i suoi religiosi del monastero. Lo vidi più volte all’ospedale lavar le camicie ai poveri infermi e rivestirli di camicie nette, cambiare i letti, abbracciare detti infermi, nettar le lingue e di più andava fuo¬ri delta città a botteghe schivando l’applauso degli uomini [per acquisti andava in periferia dove era meno conosciuto]. Mo¬strava ansietà di andare nelle case più povere, dicendo in pre¬senza mia ai suoi padri di andare più prontamente ai più po¬veri derelitti infermi, non solo per visitarli, ma stare assisten¬ti nell’articolo della morte. Questo occorse assai spesso mentre era generate. Il suo vestito mi sembrava il più abbietto per non dire stracciato di tutti i padri. Ammiravo soprattutto che abor¬risse ogni lode, facendo atto di disprezzo, dicendo che lui era niente. Mi diceva spesso: non sapete che io sono stato soldato dei maggior tristi che si trovano. Circa l’esempio di umiltà mi pareva l’esemplare et idea dell’umiltà» (p. 262). CONTINUA QUI.

25 MAGGIO – FESTA DEI MARTIRI DELLA CARITÀ
Nelle case private dei cittadini. “La casa della morte”

Tratto da: Mario Vanti, I Camilliani, il Manzoni e la Peste del 1630

Parte integrale del ministero Camilliano è l’assistenza ai moribondi nelle case private. Durante tutto il secolo XVII, specialmente, un tal ministero assunse proporzioni così vaste e così alte da meritare ai Camilliani il simpatico titolo di Padri della Buona Morte, e del Bel Morire. In Sicilia passò in preverbio: «Sei insistente come un Crocifero al letto d’un moribondo». Otto Cima ha dichiarato che, a Milano, «bastava aver una mezza intenzione di morire» per trovarsi un Camilliano in capo al letto.
Il Card. Federico Borromeo non interdisse un tal ministero ai Camillini: piuttosto, costoro, non vi si poterono applicare, fino al 1630, che in proporzioni ridotte per il gran lavoro che avevano all’Ospedale e per l’abitazione, troppo ristretta, dell’Annunziata dove s’adattavano a restare con gran sacrificio e in numero troppo limitato, rispetto al bisogno, e cioè alle richiese che loro venivano fatte da ogni parte della città.
Con tutto ciò non meno di quindici Religiosi erano, ordinariamente, a disposizione per l’assistenza ai moribondi nelle case private. S’alternavano coi venticinque dell’Ospedale facendo in turno con loro, due o tre settimane, nel Pio Lungo ed una in casa religiosa. Tali erano state le disposizioni del Fondatore, sanzionate dalla S. Sede.

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PROVINCIA SPAGNOLA
Testimonianza di fr. José Carlos Bermejo
Siamo fatti così noi esseri umani: profondamente fragili e deboli, vulnerabili. Ed io sono un essere umano. La pandemia del coronavirus ha bussato alla mia porta e mi ha colpito. Lo dico fortemente. Lotto contro le conseguenze.
A fine marzo mi sono sentito male, con febbre. Poi si son dati appuntamento gli altri sintomi conosciuti: dolori articolari, diarrea, tosse secca… non ho avuto dubbi nel cominciare l’isolamento, benché non ci fossero metodi diagnostici. E anche la cura, allora riservata solo ai privilegiati, con idrossiclorochina. Ma il virus faceva la sua strada di invasione ed espansione nel mio organismo. CONTINUA QUI.

 

DELEGAZIONE IN PERÙ
I Camilliani in Perù sul fronte del sostegno alimentare delle famiglie più vulnerabili in tempo di Covid-19. CONTINUA QUI.

 

 

 

CAMILLIANI IN PAKISTAN – Famiglia Camilliana Laica

Il 7 febbraio 2020, p. Mushtaq Anjum, camilliano, ha tenuto un seminario sulle ‘Nozioni di base del counseling’: ho offerto i punti salienti che potrebbero aiutato i membri della Famiglia Camilliana Laica (FCL) nella loro visita a domicilio alle persone malate, nelle diverse situazioni di dolore, sofferenza, vulnerabilità.
Il 14 febbraio 2020, i membri della FCL si sono riuniti presso il centro catechistico di Karachi e hanno partecipato ad una sessione di preghiera di guarigione. Hanno iniziato con l’adorazione del Santissimo Sacramento e hanno riflettuto insieme sull’esperienza della sofferenza e della guarigione. Fr. Mushtaq ha offerto una riflessione a partire dalla figura evangelica del buon samaritano.
Il 7 marzo 2020, la FCL a Karachi si è riunita per il loro programma mensile di formazione. Il seminario formativo è stato accompagnato e guidato dalla sig.ra Zaira Soloman, direttrice infermieristica dell’ospedale Darul Sehat in Karachi. Lei è anche membro della FCL.

DELEGAZIONE A TAIWAN

Il 22 aprile 2020, il sig. Davide Giglio, rappresentante dell’Ufficio economico e culturale Italiano a Taipei ha presieduto una conferenza stampa per l’invio di materiale sanitario da parte di Taiwan all’Italia.
Il 4 maggio hanno riaperto, dopo un mese, la chiese e hanno ripreso nuovamente le celebrazioni eucaristiche.
Al Nursing College si è tenuta la celebrazione dell’imposizione del cappello alle nuove infermiere che si sono laureate in scienze infermieristiche.
P. Henry Angupa ha organizzato una campagna vocazionale alla quale hanno partecipato oltre 100 studenti della diocesi di Taipei.

 

 

DA TAIWAN È GIUNTA LA DONAZIONE DI MATERIALE SANITARIO PER LA CASA GENERALIZIA DEI CAMILLIANI
Il 29 aprile 2020, l’ambasciatore di Taiwan presso la Santa Sede, Matthew Lee, ha donato alla Casa Generalizia dei Camilliani, del materiale sanitario (mascherine ed indumenti) per fronteggiare l’emergenza COVID19.
“Aiutare è un dovere morale”, ha commentato l’on. Lee. Papa Francesco lo ha detto nella sua omelia del 27 marzo: “siamo nella stessa barca e dobbiamo remare insieme, ognuno di noi ha bisogno del conforto dell’altro”.
Ad accogliere l’Ambasciatore Lee il Vicario generale dell’Ordine, p. Laurent Zoungrana, p. Donato Cauzzo, p. Aris Miranda, fr. Ignacio Santaolalla e p. Felice de Miranda.

Donazione di aiuti da parte dei Camilliani – tramite i confratelli di Taiwan – al Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale a sostegno delle iniziative in tempo di epidemia da Covid-19. Nella foto il Prefetto del Dicastero, Cardinale Peter Appia Turkson; Matthew Lee, Ambasciatore di Taiwan presso la Santa sede, fratel José Ignacio Santaolalla Saéz, in rappresentanza dei camilliani (11 maggio 2020).

 

PROVINCIA INDIANA

Nel giorno genetliaco di San Camillo e festa dei confratelli Camilliani martiri della carità, ci uniamo alla gioia e all’entisiasmo dei 16 giovani professi della provincia dell’India, che hanno emesso i primi voti religiosi, oggi! Auguri di tanta santità camilliana!

 

 

PROVINCIA NORD ITALIANA – Centro Camilliano di Formazione (Verona)
Dal grido al canto
“Ci sono tre modi che l’uomo ha per esprimere la propria profonda afflizione. Gli uomini che appartengono al primo stadio gridano, quelli che stanno a un livello un po’ più elevato tacciono; l’uomo capace di elevarsi ad un piano ulteriore sa trasformare il proprio dolore in canto”. Questo detto della tradizione ebraica è ritornato alla mia memoria durante queste settimane in cui l’umanità è alle prese con la pandemia del coronavirus. Seguendo con attenzione le informazioni fornite dai mezzi di comunicazione sociale, mi pare di poter racchiudere le reazioni della gente a questa tragedia nei tre modi indicati sopra …”
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DELEGAZIONE IN KENYA
‘MILOME’ – Newsletter dal St. Camillus Dala Kiye (marzo/aprile 2020)
Cari amici, il St. Camillus Mission Hospital da sempre s’impegna a fornire accesso a servizi sanitari di qualità agli emarginati è attualmente in prima linea per combattere e adottare misure preventive contro la pandemia di Covid-19. Dopo che il primo Covid-19 è stato confermato in Kenya l’Ospedale ha messo in atto varie misure di prevenzione e preparazione per affrontare un’eventuale infezione.
SCARICA QUI IL NUOVO NUMERO DI MILOME

 

 

 

PROVINCIA SICULO-NAPOLETANA
milome April 2020 Il 13 maggio 2020, festa della Madonna di Fatima, p. Rosario Mauriello, superiore provinciale dei camilliani, ha consacrato al cuore Immacolato di Maria, i religiosi, il personale e tutti gli ammalati della provincia camilliana Siculo-Napoletana e della provincia camilliana del Benin-Togo.

 

 

 

 

FIGLIE DI SAN CAMILLO
“La completa guarigione delle suore Figlie di San Camillo dell’istituto Vannini rappresenta finalmente il raggio di sole più caldo a Grottaferrata dopo questo prolungato inverno di quarantena”
Di Luciano Andreotti, Sindaco di Grottaferrata
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CHIESA DI SANTA MARIA MADDALENA
Riprendono dopo il lockdown per la pandemia da Covid-19, i lavori di restauro e di consolidamento della nostra di Santa Maria Maddalena in Campo Marzio.
GUARDA QUI IL VIDEO realizzato dalla Soprintendenza Speciale di Roma che si occupa della tutela e della valorizzazione dello straordinario patrimonio storico, architettonico, artistico e paesaggistico della città eterna.

L’ora Solare – Intervista a p. Gianfranco Lunardon
P. Gianfranco Lunardon, consultore generale dell’Ordine dei Camilliani e rettore della Chiesa di Santa Maria Maddalena in Campo Marzio a Roma, dove è custodito un importante dipinto di Maria Salus Infirmorum. La sua è una riflessione su questa devozione a Maria.

GUARDA QUI IL VIDEO

 

COSE NUOVE
P. Felice Ruffini, Il mio San Camillo, Religiosi Camilliani, 2020
L’autore si confessa
«Non ho mai avuto l’intenzione di scrivere una biografia seria e ben documentata del mio Santo Padre Camillo, perché ho ampia conoscenza che ce ne sono di formidabili e da “buon ultimo” certamente nessuno mi aspettava! Se è utile per chi mi legge di conoscere un po’ la sorgente di questa velleità, eccola in sintesi quanto espongo più ampiamente all’interno».
… Non fu una rivelazione, ma a 7 anni 8 mesi sentirti dentro una misteriosa voce che ti vuole Sacerdote non si legge solo nei libri dei Santi, ma ti capita pure a te… E cosi chiuso il discorso “carriera umana”, mi sono ritrovato a fare il “Chierichetto” della nostra Chiesa di S. Maria Maddalena, spaziando liberamente e con piacere per tutti i “Luoghi Sacri di Padre Camillo”, con contatti giornalieri con i big di padri anziani e dotti che misto alle “Celebrazioni del II Centenario di Canonizzazione”, a questo povero e tapino bimbo come fiume travolgente gli piovve addosso quanto era del “Santo della Carità” lo travolse e imprigionò…

Clicca qui per la lista completa dei libri scritti e curati da p. Felice Ruffini

DEFUNTI

«Ecco, ora svaniscono. I volti e i luoghi, con quella parte di noi che, come poteva, li amava, per rinnovarsi, trasfigurati, in un’altra trama!» (T.S. Eliot)

P. Francesco Avi

P. Diano Florio

P. Diano Florio

Fr. Antonino Pintabona

Fr. Antonino Pintabona

I confratelli camilliani della provincia nord-italiana, comunicano il decesso dei confratelli p. FRANCESCO AVI (1934-2020), p. DIANO FLORIO (1931-2020) e fr. ANTONINO PINTABONA (1947-2020).

 

 

P. José Carlos Romano

P. José Carlos Romano

I confratelli camilliani della provincia brasiliana, comunicano il decesso di p. JOSÉ CARLOS ROMANO (1945-2020). Leggi qui il necrologio.

 

 

 

 

P. Werner Puntigam

P. Werner Puntigam

I confratelli camilliani della provincia austriaca, comunicano il decesso di p. WERNER PUNTIGAM (1940-2020). Leggi qui il necrologio.

 

 

 

 

Padre Stefan Szymoniak

Padre Stefan Szymoniak

I confratelli camilliani della provincia polacca, annunciano la morte di p. STEFAN SZYMONIAK. Leggi 
(1948-2020). Leggi qui il necrologio.
Una testimonianza in memoria di padre Stefan Szymoniak, religioso camilliano 40 anni di vita missionaria in Madagascar. LEGGI QUI

 

 

 

 

Fratel Robert Michel Bec

Fratel Robert Michel Bec

I confratelli camilliani della provincia francese, comunicano il decesso di fr. ROBERT MICHEL BEC (1924-2020). Leggi qui il necrologio.

 

 

 

 

Le religiose Figlie di san Camillo condividono la notizia della morte di Sr. Michelina Nucifora (88 anni), avvenuta in Spagna il 30 marzo 2020 e di Sr. Antonina Celiberti (82 anni), avvenuta in Spagna il 1 aprile 2020.
L’11 aprile 2020, è deceduta nella comunità di Buenos Aires Argentina, Sr. Clara Ortiz Aguirre (87 anni, dei quali 67 di vita religiosa).
Il 12 maggio 2020, è deceduta presso la Casa di Cura “Figlie di San Camillo” – Cremona, Sr. Crescentina Maccagni (86 anni), dei quali 65 di vita religiosa.Le religiose Ministre degli Infermi di San Camillo annunciano la morte di Suor Letizia (Marisa) Remedi deceduta martedì 24 marzo 2020, presso l’ospedale di Lucca. Sr. Letizia aveva 89 anni dei quali 66 di vita religiosa, dediti al generoso e gioioso servizio di Dio come Ministra degli Infermi di San Camillo.

 

 

LA PREGHIERA NEL TEMPO DELLA FRAGILITÀ

A cura dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana)

O Dio onnipotente ed eterno, ristoro nella fatica, sostegno nella debolezza: da Te tutte le creature ricevono energia, esistenza e vita. Veniamo a Te per invocare la tua misericordia poiché oggi conosciamo ancora la fragilità della condizione umana vivendo l’esperienza di una nuova epidemia virale.

Affidiamo a Te gli ammalati e le loro famiglie: porta guarigione al loro corpo, alla loro mente e al loro spirito.

Aiuta tutti i membri della società a svolgere il proprio compito e a rafforzare lo spirito di solidarietà tra di loro.

Sostieni e conforta i medici e gli operatori sanitari in prima linea e tutti i curanti nel compimento del loro servizio.

Tu che sei fonte di ogni bene, benedici con abbondanza la famiglia umana, allontana da noi ogni male e dona una fede salda a tutti i cristiani.

Liberaci dall’epidemia che ci sta colpendo affinché possiamo ritornare sereni alle nostre consuete occupazioni e lodarti e ringraziarti con cuore rinnovato.

In Te noi confidiamo e a Te innalziamo la nostra supplica perché Tu, o Padre, sei l’autore della vita, e con il tuo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, in unità con lo Spirito Santo, vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Maria, salute degli infermi, prega per noi!