- 08 Febbraio (Feb) 2010
Giovedi 11 Febbraio 2010
XVIII Giornata mondiale del malato«...La celebrazione annuale della "Giornata Mondiale del Malato" ha quindi lo scopo manifesto di sensibilizzare il Popolo di Dio e, di conseguenza, le molteplici istituzioni sanitarie cattoliche e la stessa società civile, alla necessità di assicurare la migliore assistenza agli infermi; di aiutare chi è ammalato a valorizzare, sul piano umano e soprattutto su quello soprannaturale, la sofferenza; a coinvolgere in maniera particolare le diocesi, le comunità cristiane, le Famiglie religiose nella pastorale sanitaria; a favorire l'impegno sempre più prezioso del volontariato; a richiamare l'importanza della formazione spirituale e morale degli operatori sanitari e, infine, a far meglio comprendere l'importanza dell'assistenza religiosa agli infermi da parte dei sacerdoti diocesani e regolari, nonché di quanti vivono ed operano accanto a chi soffre.» (Giovanni Paolo II, dalla lettera di istituzione della Giornata, 13-05-1992)

Giornata mondiale del malato, sussidio della CEI(Fonte CEI)
Si celebra giovedì 11 febbraio, ricorrenza liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes, la XVIII Giornata Mondiale del Malato il cui tema è: “La Chiesa a servizio dell’amore per i sofferenti”. L’Ufficio Nazionale per la pastorale della sanità della Cei ha preparato un sussidio per la riflessione, che può essere richiesto, insieme al manifesto e alla locandina, ai responsabili diocesani per la pastorale della sanità. Sul sito www.chiesacattolica.it/sanita è intanto disponibile la cartolina con la preghiera di quest’anno ed è stato messo a disposizione anche il Messaggio per la Giornata di Benedetto XVI. «Il tema di questa XVIII Giornata Mondiale del Malato» spiega nella presentazione del sussidio Don Andrea Manto, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della sanità, «è di notevole ampiezza e ci chiama ad una riflessione globale su quanto si fa nella pastorale della salute in Italia. In vista dell’elaborazione degli orientamenti pastorali dei Vescovi italiani per il prossimo decennio, che avranno al centro il tema dell’educazione, il servizio di amore che la Chiesa testimonia a chi soffre è ambito di grande incisività antropologica, di profondo significato spirituale e di sicura fecondità educativa».
PREGHIERA per la XVIII Giornata Mondiale del Malato
A te, Vergine di Lourdes,
al Tuo Cuore di Madre che consola,
ci rivolgiamo in preghiera.
Tu, Salute degli Infermi,
soccorrici e intercedi per noi.
Madre della Chiesa, guida e sostieni
gli operatori sanitari e pastorali,
i sacerdoti, le anime consacrate
e tutti coloro che assistono i malati.
Madre dell’Amore,
facci discepoli del Tuo Figlio,
il Buon Samaritano,
affinché tutta la nostra vita
diventi in Lui
servizio d’amore e sacrificio di salvezza.
Amen!
- 08 Febbraio (Feb) 2010
“La Chiesa al servizio dell’amore per i sofferenti”
Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI in occasione della
XVIIIª Giornata Mondiale del Malato - 11 Febbraio 2010
25° Anniversario dell’Istituzione del
Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari
(per la Pastorale della Salute)Cari fratelli e sorelle!
il prossimo 11 febbraio, memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes, si celebrerà nella Basilica Vaticana la XVIII Giornata Mondiale del Malato. La felice coincidenza con il 25° anniversario dell'istituzione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari costituisce un motivo ulteriore per ringraziare Dio del cammino sinora percorso nel settore della pastorale della salute. Auspico di cuore che tale ricorrenza sia occasione per un più generoso slancio apostolico al servizio dei malati e di quanti se ne prendono cura.Con l'annuale Giornata Mondiale del Malato la Chiesa intende, in effetti, sensibilizzare capillarmente la comunità ecclesiale circa l'importanza del servizio pastorale nel vasto mondo della salute, servizio che fa parte integrante della sua missione, poiché si inscrive nel solco della stessa missione salvifica di Cristo. Egli, Medico divino, "passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo" (At 10,38). Nel mistero della sua passione, morte e risurrezione, l'umana sofferenza attinge senso e pienezza di luce. Nella Lettera apostolica Salvifici doloris, il Servo di Dio Giovanni Paolo Il ha parole illuminanti in proposito. "L'umana sofferenza - egli ha scritto - ha raggiunto il suo culmine nella passione di Cristo. E contemporaneamente essa è entrata in una dimensione completamente nuova e in un nuovo ordine: è stata legata all'amore…, a quell'amore che crea il bene ricavandolo anche dal male, ricavandolo per meno della sofferenza, così come il bene supremo della redenzione del mondo è stato tratto dalla Croce di Cristo, e costantemente prende da essa il suo avvio. La Croce di Cristo è diventata una sorgente, dalla quale sgorgano fiumi di acqua viva” (n 18).
Il Signore Gesù nell'ultima Cena, prima di ritornare al Padre, si è chinato a lavare i piedi agli Apostoli, anticipando il supremo atto di amore della Croce.
Con tale gesto ha invitato i suoi discepoli ad entrare nella sua medesima logica dell'amore che si dona specialmente ai più piccoli e ai bisognosi (cfr Gv 13,12 -17). Seguendo il suo esempio, ogni cristiano è chiamato a rivivere, in contesti diversi e sempre nuovi, la parabola del buon Samaritano, il quale, passando accanto a un uomo lasciato mezzo morto dai briganti sul ciglio della strada, "vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e lì diede all'albergatore, dicendo: «Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno»" (LG 10, 33-35).
A conclusione della parabola, Gesù dice: "Va' e anche tu fa' così" (Lc 10,37). Con queste parole si rivolge anche a noi. Ci esorta a chinarci sulle ferite del corpo e dello spirito di tanti nostri fratelli e sorelle che incontriamo sulle strade del mondo; ci aiuta a comprendere che, con la grazia di Dio accolta e vissuta nella vita di ogni giorno, l'esperienza della malattia e della sofferenza può diventare scuola di speranza. In verità, come ho affermato nell'Enciclica Spe salvi, "non è lo scansare la sofferenza, la fuga davanti al dolore, che guarisce l'uomo, ma la capacita di accettare la tribolazione e in essa di maturare, di trovare senso mediante l'unione con Cristo, che ha sofferto con infinito amore" (n. 37).
Già il Concilio Ecumenico Vaticano Il richiamava l'importante compito della Chiesa di prendersi cura dell'umana sofferenza. Nella Costituzione dogmatica Lumen gentium leggiamo che "come Cristo… è stato inviato dal Padre «ad annunciare la buona novella ai poveri, a guarire quelli che hanno il cuore contrito» (Lc 4,18), «a cercare e salvare ciò che era perduto» (Lc 19,10), così pure la Chiesa circonda di affettuosa cura quanti sono afflitti dall'umana debolezza, anzi riconosce nei poveri e nei sofferenti l'immagine del suo fondatore, povero e sofferente, si fa premura di sollevarne l'indigenza e in loro cerca di servire il Cristo" (n 8). Questa azione umanitaria e spirituale della Comunità ecclesiale verso gli ammalati e i sofferenti nel corso dei secoli si è espressa in molteplici forme e strutture sanitarie anche di carattere istituzionale. Vorrei qui ricordare quelle direttamente gestite dalle diocesi e quelle nate dalla generosità di vari Istituti religiosi. Si tratta di un prezioso "patrimonio" rispondente al fatto che "l'amore ha bisogno anche di organizzazione quale presupposto per un servizio comunitario ordinato" (Enc Deus caritas est, 20).
La creazione del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari, venticinque anni or sono, rientra in tale sollecitudine ecclesiale per il mondo della salute. E mi preme aggiungere che, nell'attuale momento storico-culturale, si avverte anche più l'esigenza di una presenza ecclesiale attenta e capillare accanto ai malati, come pure di una presenza nella società capace di trasmettere in maniera efficace i valori evangelici a tutela della vita umana in tutte le fasi, dal suo concepimento alla sua fine naturale.
Vorrei qui riprendere il Messaggio ai poveri, ai malati e a tutti coloro che soffrono, che i Padri conciliari rivolsero al mondo, al termine del Concilio Ecumenico Vaticano Il: "Voi tutti che sentite più gravemente il peso della croce - essi dissero - … voi che piangete… voi sconosciuti del dolore, riprendete coraggio: voi siete i preferiti del regno di Dio, il regno della speranza, della felicità e della vita; siete i fratelli del Cristo sofferente; e con lui, se lo volete, voi salvate il mondo!" (Ench. Vat. , l, n 523*, [p. 313]). Ringrazio di cuore le persone che, ogni giorno, "svolgono il servizio verso i malati e i sofferenti", facendo in modo che "l'apostolato della misericordia di Dio, a cui attendono, risponda sempre meglio alle nuove esigenze" (Giovanni Paolo Il, Cost. ap. Pastor Bonus, art 152).
In quest'Anno Sacerdotale, il mio pensiero si dirige particolarmente a voi, cari sacerdoti, "ministri degli infermi", segno e strumento della compassione di Cristo, che deve giungere ad ogni uomo segnato dalla sofferenza. Vi invito, cari presbiteri, a non risparmiarvi nel dare loro cura e conforto. Il tempo trascorso accanto a chi è nella prova si rivela fecondo di grazia per tutte le altre dimensioni della pastorale. Mi rivolgo infine a voi, cari malati, e vi domando di pregare e di offrire le vostre sofferenze per i sacerdoti, perché possano mantenersi fedeli alla loro vocazione e il loro ministero sia ricco di frutti spirituali, a beneficio di tutta la Chiesa.
Con tali sentimenti, imploro sugli ammalati, come pure su quanti li assistono, la materna protezione di Maria Salus Infirmorum, e a tutti imparto di cuore la Benedizione Apostolica.
Dal Vaticano, 22 Novembre 2009, Solennità di N.S. Gesù Cristo, Re dell'Universo.
Papa Benedetto XVI

- 08 Febbraio (Feb) 2010
TERREMOTO DI HAITI
APPUNTI DI VIAGGIO DI FR. LUCA PERLETTI, MI
Giorno 4
Il flusso di feriti e di persone da operare non sembra avere soluzione di continuità. Mentre al Foyer saint Camille continuiamo a viaggiare ad una media di 7 o 8 interventi chirurgici giornalieri, questa cifra è di molto maggiore nell’Ospedale Saint Damiene dove le due sale operatorie disponibili lavorano a ritmo completo, arrivando a circa 20 interventi diari. La grande maggioranza di queste operazioni sono diretta conseguenza del terremoto legata al trauma verificatosi o indiretta conseguenza a motivo della distruzione delle ordinarie strutture sanitarie, non più in grado di rispondere alle necessità. La prima ondata dell’emergenza sanitaria, quella legata ai grandi traumatizzati, non è ancora terminata anche se le visite a domicilio che abbiamo iniziato nei villaggi che cadono sotto il nostro comprensorio rivelano un quadro stazionario: ovviamente, questi villaggi lontani dal cuore di Port au Prince presentano un quadro di distruzione minore rispetto alla città! Ma della salute nei villaggi se ne riparlerà!
Leggi il resto del diarioRicordiamo a quanti volessero dare il loro aiuto attraverso un contributo, che l'Ordine dei Ministri degli Infermi prosegue con la raccolta di fondi da destinarsi alla missione di Haiti per interventi di prima emergenza e per la ricostruzione.
Le coordinate bancarie sono:
CTF:
Credito Artigiano, Via S. Pio X, 6/1°- 00193 Roma
IBAN: IT 54 E0351203200000000011643
BIC SWIFT: ARTIITM2
Madian orizzonti onlus:
Banca Popolare di Bergamo
Iban: IT64 M054 2801 0000 0000 0077749,
C/C POSTALE: 70170733 (da usare per la detrazione fiscale) - 08 Febbraio (Feb) 2010
TERREMOTO DI HAITI
APPUNTI DI VIAGGIO DI FR. LUCA PERLETTI, MI
Giorno 3La vita al Foyer è sempre frenetica: è difficile riuscire a pianificare una giornata e riuscire a realizzare tutto quanto ci si era messi in testa. Si devono accettare gli imprevisti ed accoglierli come parte della vita ordinaria: e di imprevisti ce ne sono davvero molti!
Questa mattina, al di fuori del cancello del Foyer si è ammassata una folle enorme, forse più di mille persone attirate dalla voce che era giunto un container di viveri. Un segno della fame di questo popolo che, soprattutto nelle fasce periferiche e degradate, fa normalmente più fatica ad avere accesso a una alimentazione sufficiente tanto che il grado di malnutrizione è maggiore nelle aree depresse urbane rispetto alla campagna. Il terremoto ha reso queste fasce più deboli ed affamate. Chi può, fa ritorno alla terra d’origine, sperando di trovare di che sfamarsi. P. Massimo da Jeremie ci comunica che giornalmente il barcone che fa la spola tra Port au Prince e Jeremie sbarca centinaia di profughi del terremoto in fuga dall’orrore ma anche dalla fame. Una specie di emigrazione al contrario. Il fatto che la gente si sia accalcata al nostro cancello è un sintomo chiaro della grave situazione alimentare nel Paese ed un campanello d’allarme per le prossime spedizioni che inizieranno ad arrivare al Foyer: dovremo gestire la distribuzione con attenzione e fermezza, evitando chi i più forti e violenti prevarichino sui deboli e poveri.
- 08 Febbraio (Feb) 2010
ARTISTI E CAMPIONI INSIEME PER HAITI
NAZIONALE BASKET ARTISTI E VIRTUS ROMA A SOSTEGNO DELL'OPERATO DEI CAMILLANI
Si è conclusa con un pareggio (53 a 53) la partita di basket, giocata questa sera al Palazzetto dello Sport di Roma, che ha visto affrontarsi in campo la Virtus Roma contro la Nazionale di Basket Artisti.
Anche se occupato solo per metà, al Palazzetto dello Sport di viale Tiziano, questa sera si respirava un'aria di intensa partecipazione per l'evento sportivo a favore del centro sanitario di Port-au-Prince. Molta la gente dello spettacolo accorsa a dare il proprio contributo scendendo in campo per giocare una semplice partita, i cui risvolti, e questo è stato l'augurio di tutti i presenti, possano dare un po di aiuto e di sollievo a quanti stanno soffrendo a causa del teremoto di Haiti.Più delle parole lasciamo parlare le immagini, che ci raccontano alcuni momenti di questa particolare serata: le squadre partecipanti, le interviste delle tv sportive, il collegamento telefonico con padre Gianfranco la cui voce è risuonata forte e chiara (grazie ad un abile tecnico dell'audio) per tutto il Palazzetto dello Sport, alcune hostess pronte a raccogliere le offerte, la consegna di una prima offerta a fine partita: un assegno da 1000,00 €.
Ricordiamo a quanti volessero dare il loro aiuto attraverso un contributo, che l'Ordine dei Ministri degli Infermi prosegue con la raccolta di fondi da destinarsi alla missione di Haiti per interventi di prima emergenza e per la ricostruzione.
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- 08 Febbraio (Feb) 2010
TERREMOTO DI HAITI
APPUNTI DI VIAGGIO DI FR. LUCA PERLETTI, MI
Giorno 2
Il già affollato Foyer Saint Camille dal 12 gennaio si è dovuto sobbarcare una mole maggiore di lavoro, essendo uno dei pochi ospedali rimasti operativi. Il terremoto, infatti, ha devastato il sistema Haiti, inclusi gli ospedali. Attualmente nella capitale funzionano solo 18 sale operatorie, incluse quelle approntate per rispondere ai bisogni dell’emergenza. La sala operatoria del Foyer, un piccolo gioiello di ingegneria medica, è stata resa disponibile a chirurghi stranieri, in queste settimane italiane, che senza soluzione di continuità operano persone con gravi traumi. In questi giorni un team di ortopedici italiani e americani riescono a gestire circa 7 interventi chirurgici giornalieri. Forse una piccola goccia se il lpunto di riferimento sono i numeri assoluti: ma, nei casi concreti è una speranza di vita altrimenti spenta dal terribile cataclisma del 12 gennaio. - 08 Febbraio (Feb) 2010
Terremoto di Haiti
APPUNTI DI VIAGGIO DI FR. LUCA PERLETTI, MI
PRIMO GIORNO
Mentre il volo volge alla fine e il Falcon si appresta a atterrare è possibile avere un quadro della estensione della tragedia. Ben visibile dall’alto, si intravvede il corpo martoriato del palazzo presidenziale: scorrendo gli occhi lungo quella linea si intravvede lo scheletro della gloriosa cattedrale e, per una vasta area, un ammasso informe di detriti. È come se un grande peso avesse schiacciato una parte della capitale appiattendone i rilievi. Dall’alto, infatti, è evidente la voragine venutasi a creare all’interno di Port-au-Prince, in cui la area devastata ha contorni nitidi e precisi.
Il Falcon parcheggia in una fazzoletto d’erba dell’aeroporto, lasciata libera dai molti aerei e mezzi pesanti dell’US Army qui accampata. Anche il trasferimento all’uscita lo facciamo attraversando a piedi una pista, nel mezzo di una bella confusione di mezzi. Non deve essere facile coordinare tutta questa attività frenetica! P. Crescenzo, provato da queste giornate intense e dall’arrivo, a volta inaspettato, di molti volontari ci aspetta all’altro capo dell’uscita! Sul suo volto i segni della stanchezza e della tensione, stemperati dalla sua simpatia e, ne sono sicuro, fede! Assieme a P. Crescenzo conosciamo Robert, professo perpetuo haitiano. Per dare conferma della visione avuta dall’alto, prima di portarci a casa, ci accompagnano per un desolato tour delle zone più colpite dal cataclisma. Una lunga teoria di edifici crollati, di macerie non rimosse, di morte (anche se devo ammettere che l’odore è meno di quello che mi aspettavo). I luoghi simbolo del potere, temporale o spirituale che sia, sono stati resi macerie, con equa distribuzione. La Chiesa e lo Stato si sono visti decapitati, non solo con il crollo delle strutture ma anche per la morte di autorità.
Le tendopoli occupano ora gran parte della città, facendo uso degli spazi pubblici lasciati liberi. La gente vive in condizioni di grave disagio e non si sa fino a quando questo potrà durare ed è una corsa contro il tempo per portare aiuto che vada oltre i bisogni immediati. Nondimeno, la vita sembra aver assunto un aspetto normale. Abituata a soffrire e vittima di periodiche calamità, la gente sembra reagire a questo ulteriore schiaffo della natura rimettendo in moto la semplice economia cui era stata abituata e cercando di tornare alla vita ordinaria. Lungo la strada, improvvisati mercati di poche cose, offrono una magra possibilità di scelta ai clienti. Ma anche tutto questo sembra così normale e abituale!
Ci fermiamo davanti all’edificio in cui si trovavano i 5 studenti camilliani di cui per oltre 24 ore non si erano avute notizie. Fa venire la pelle d’oca! Solo un miracolo li ha salvati! E pensare ai loro compagni che non hanno fatto in tempo o avuto la preveggenza di uscire prima…..A volte la vita si decide in pochi secondi!
Arriviamo a casa dopo un viaggio in mezzo al caos della città: stanchi ma felici e pronti a dare il nostro contributo! Qui incontriamo la comunità cui si è aggiunto p. Scott. La sua presenza sta aiutando a coordinare la risposta dei camilliani alla calamità, con una specifica attenzione ai traumatizzati che non possono aspettarsi alcuna risposta dai pochi ospedali rimasti aperti. In tutta Port-au-Prince funzionano 18 sale operatorie (incluse quelle attrezzate su porta aerei), un numero insignificante rispetto alle esigenze della popolazione. E questo senza contare i bisogni sanitari preesistenti, aggravati dal terremoto.
A ritmo serrato, l’equipe di medici italiani e statunitensi presta servizio nella piccola sala operatoria del Foyer dove sono giornalmente programmati interventi chirurgici da mattina a sera. Si tratta di casi di ortopedia, fratture da ricomporre anche se nel pomeriggio di domenica abbiamo la fortuna di salutare un neonato, fatto nascere grazie ad un cesareo d’urgenza! Benvenuto piccolo Joe, segno di speranza per questa terra martoriata! - 08 Febbraio (Feb) 2010
Terremoto di Haiti
APPUNTI DI VIAGGIO DI FR. LUCA PERLETTI MI.
Partito con una staff della CTF, lo scorso venerdi 23 gennaio, Fratel Luca ci invia le prime impressioni colte durante il viaggio alla volta di Haiti.
Il Boeing che da Madrid ci porta a Santo Domingo è pieno di gente allegra, spensierata, pronta al decollo di un volo che li porterà in un’isola di sogno. Tra i molti passeggeri anche tanti volontari che, si capisce, hanno Haiti come meta, essendo Santo Domingo il porto di approdo più sicuro. Si distingue personale di grandi Organizzazioni, ma si intravvedono anche giovani che partono con zaino in spalla e tanta buona volontà ed amore del prossimo: una popolazione eterogenea, guidata da un comune obiettivo!
All’arrivo a Santo Domingo si intuisce quanto questa parte dell’isola è solidale con i suoi vicini, vittime di ripetute calamità naturali. Ai volontari è dato un canale preferenziale e l’esenzione dalla tassa turistica, cose che permettono un relativo rapido accesso all’uscita. Certo, c’è tanta di quella gente che per uscire, dopo aver sbrigato tutte le formalità, ci mettiamo una buona ora. Fuori ci attendono le suore passioniste che in una zona periferica della città gestiscono una scuola a favore di bambini poveri. Le Suore ci hanno aspettato per molte ore, essendo arrivate nel pomeriggio per accogliere altri due volontari del nostro gruppo, Leo e Angelo. Il sorriso caloroso con cui ci accolgono rivela tutto il loro affetto e l’assoluta mancanza di insofferenza o stanchezza per la lunga attesa. Le tre suore sono donne eccezionali e questo loro calore ci accompagna per tutto il tempo della nostra permanenza a Santo Domingo. Davvero ci rendiamo conto di aver attraversato l’Oceano per incontrare un altro modo di vivere la vita consacrata, semplice e radicata nella esperienza del popolo. Come sono distanti Roma e l’Europa in questo momento!
All’alba, dopo alcune ore di sonno interrotte dal canto del gallo e dal rumore dei mango maturi che cadono a terra, andiamo all’aeroporto di Fihueros, base scelta dai voli ufficiali UN per i trasporti del proprio staff e di volontari che ne abbiano fatto richiesta. Corriamo lungo la strada che ci porta a questa destinazione poiché una delle suore, dopo la lunga e faticosa giornata precedente, è rimasta a letto, addormentata. Ma di tempo ne abbiamo: nell’emergenza è difficile riuscire a pianificare tutto ed i contrattempi sono all’ordine del giorno. Malgrado questo, alle 6:30 in punto suor Schumacher (in effetti si merita il soprannome) ferma il veicolo alle porte dell’aeroporto.
Nella hall, in attesa, solo gruppi di volontari o membri di Organizzazioni quali Goal (Irlanda), Israelaid (Israele), WFP (World Food Program) che si occupa della gestione di questi trasporti. Con i nostri tre nomi in lista, cerchiamo di far imbarcare anche Leo e Angelo la cui partenza organizzata all’ultimo minuto non ci ha permesso di predisporre il volo da Santo Domingo a Port au Prince. Per una volta, tuttavia, la burocrazia lascia il posto all’umanità. Siamo infatti subito informati che le restrizioni sui pesi saranno ammorbidite, permettendo il trasporto di una maggiore quantità di materiale sanitario, alimentare, di mezzi tecnici di cui ci sarà grande bisogno in queste settimane. Anche i due volontari non prenotati riescono a trovare un posto sul piccolo Falcon che, purtroppo (quanti volontari non conoscono questi voli e si sobbarcano 18 ore di viaggio in autobus da Santo Domingo a Port au Prince!), risulta mezzo vuoto.
Il volo da santo Domingo a Port au Prince dura solo 45 minuti e ci permette di osservare dall’alto la bellezza di questa isola e le sue contraddizioni: una parte, quella dominicana, ben tenuta ed organizzata, cresciuta sull’onda di un forte turismo; l’altra, haitiana, oppressa da una vistosa povertà da dividersi equamente tra cause naturali ed altre da imputare all’uomo!
Intanto guardo ai miei compagni di viaggio, i primi cui – sono sicuro – si aggiungeranno altri. Anita, infermiera irlandese e membro della FCL, grande esperienza in catastrofi, essendo stata volontaria su molti fronti, rivela le sue capacità organizzatrici ed il piglio deciso con cui affronta ogni situazione: una garanzia! Ugo, il buon papà e grande lavoratore a 360 gradi, rivela tutta la sua passione per questa terra e per l’attività dei camilliani cui, negli ultimi dieci anni, ha donato sei mesi all’anno. Angelo, un quintale e più di simpatia ma anche tanta profondità, il cuore gettato al di là dell’ostacolo: avvisato all’ultimo momento, in 24 ore ha deciso di partire. Infine Leo, un veterano con 63 missioni umanitarie alle spalle, sempre pronto a partire, laddove il bisogno è impellente.
- 08 Febbraio (Feb) 2010
Terremoto di Haiti
Comunicato StampaRoma 21 gennaio 2010

P. Scott Binnet, coordinatore della Camillian Task Force è giunto a Port-au-Prince.
Sabato 23 in serata, sarà raggiunto da Fr. Luca Perletti (CTF Central, infermiere); Ugo Morra (della Provincia Piemontese, logista); Anita Ennis (della Famiglia Camilliana Laica irlandese, infermiera esperta nella gestione di emergenze).
A sostenere la CTF in questa missione, la onlus Semi di Pace International si occuperà della logistica sul posto, della spedizione tramite cargo del materiale e dell’intera operazione di raccolta fondi per conto dell’Ordine. Inoltre, i bambini delle scuole di Santo Domingo, gestite dalla onlus Semi di Pace, hanno dato il via all’acquisto di bottiglie d’acqua da inviare ai loro coetanei colpiti dal sisma. Un atto bello e generoso che può insegnare molto.
- 08 Febbraio (Feb) 2010
Terremoto di Haiti
COMUNICATO STAMPA
Roma, 20 gennaio 2010
PARTE PER HAITI LA TASK FORCE CAMILLIANA
Entro domenica 24 gennaio il primo team della CTF, già pronto da alcuni giorni, raggiungerà Port-au-Prince.
La Camillian Task Force (CTF) è un organismo dell'Ordine dei Ministri degli Infermi – Camilliani, composto da uomini e donne, Camilliani e non, sacerdoti e laici. Fondata nel 2001, la CTF ha la propria sede centrale a Roma, presso la Casa Generalizia dell’Ordine in Piazza della Maddalena, 53.
Obiettivo della CTF è di offrire un aiuto completo alle vittime di calamità naturali o provocate dall’azione umana, offrendo un competente sostegno umanitario, sanitario e pastorale, senza alcuna distinzione religiosa, culturale o sociale.
Il team che raggiungerà la missioni di Hati è composto da quattro persone:
P. Scott Binet (coordinatore della CTF);
Fr. Luca Perletti (CTF Central, infermiere);
Ugo Morra (della Provincia Piemontese, logista)
Anita Ennis (della Famiglia Camilliana Laica irlandese, infermiera esperta nella gestione di emergenze)
Contemporaneamente all’attività della CTF l’Ordine ha dato il via alla raccolta di fondi da destinarsi alla missione di Haiti per interventi di prima emergenza e per la ricostruzione.
Le coordinate bancarie sono:
CTF:
Credito Artigiano, Via S. Pio X, 6/1°- 00193 Roma
IBAN: IT 54 E0351203200000000011643
BIC SWIFT: ARTIITM2
Madian orizzonti onlus:
Banca Popolare di Bergamo
Iban: IT64 M054 2801 0000 0000 0077749,
C/C POSTALE: 70170733 (da usare per la detrazione fiscale) Terremoto di Haiti
Comunicato Stampa
Roma, 17/01/2010
Dopo aver invano cercato un contatto, finalmente anche noi di CTF Central siamo stati in grado di aprire una linea di comunicazione con i confratelli in Haiti. E ci siamo riusciti per mezzo della telefonia elettronica (Skype). Abbiamo parlato per circa mezz’ora con P. Mazzella Crescenzo. La sua voce era ferma e sicura, rasserenante per tutti noi! Non c’è dubbio che i nostri stanno tenendo testa con forza a questa ennesima prova, mostrando al tempo stesso coraggio e rinnovata determinazione!
Non c’è bisogno di aggiungere molto alle parole di P. Crescenzo che lasciamo senza commenti:
«Stiamo tutti bene….. Urgenti bisogni sono medicinali, alimenti….. La Protezione Civile Italiana, che è stanziata qui vicino, ci ha già contattato e da oggi stesso sono stati stabiliti i primi rapporti con l'organizzazione: l'evacuazione dei malati gravi nel campo ospedale che ha allestito vicino ad un altro centro sanitario della fondazione Francesca Rava, les petits frères et soeurs, gestito da un padre passionista, medico statunitense…..
Le scosse continuano: l'ultima di una certa intensità alle 11 a.m (17 ora italiana)…..
Oggi abbiamo inviato a casa loro tutti i seminaristi, professi temporanei e postulanti perché non hanno notizie dei loro cari o le poche che hanno sono confuse. Sono davvero tutti provati: qualcuno perché ha perso dei congiunti; i teologi perché hanno visto morire i loro compagni di scuola (CIFOR), schiacciati nelle loro macchine: i muri dell'edificio sono crollati sulla vetture che tentavano di uscire dal parcheggio della scuola stessa; i nostri cinque si sono salvati perché la loro vettura era parcheggiata più distante...»
Dalle parole di P. Crescenzo si può dedurre un senso di sollievo per l’evoluzione della drammatica situazione. Adesso nel nostro Ospedale il numero di feriti va diminuendo ed è meglio gestibile dal personale locale. Nondimeno continuano i ricoveri. La collaborazione con la Protezione Civile permette di indirizzare i casi più gravi presso una struttura idonea e attrezzata con Sale Operatorie.
Attualmente il sistema idrico e la rete elettrica (attraverso generatore) del campus tengono. Preoccupa comunque il ridursi della disponibilità di gasolio, difficile da reperire presso le stazioni di benzina, ormai prese d’assalto. C’è autonomia per una settimana. La torre dell’acqua che, a caduta, fornisce acqua a tutto il campus è pericolante: necessita di interventi per renderla stabile ed impedirne la caduta.
Al fine di assicurare la protezione dei residenti del campus e dei feriti qui accolti, si stanno prendendo contatti con la forza ONU in loco: purtroppo, domina l’incertezza ed il caos provocato da bande armate che vagano saccheggiando ovunque.
P. Crescenzo ha un’ultima parola di gratitudine per tutto quello che si fa, segno della visibile solidarietà verso la comunità camilliana. Già lui vede sorgere l’alba da questa tragedia: un’alba di speranza di cui si vedono i primi segni!



Terremoto di Haiti
Comunicato Stampa
Roma, 16/01/2010
Con il passare delle giornate, i danni provocati dal terremoto che ha colpito l’isola di Haiti si rivelano nella loro ampiezza e tragicità. A questi dati fa da contraltare la generosità di molti che con sempre maggiore frequenza si avvicinano alle nostre porte. Il dramma della popolazioni di Haiti sta risvegliando, una volta di più, il meglio che è in ogni persona umana, la solidarietà pratica!
Infatti, oltre alle donazioni in denaro o in beni di consumo, stiamo ricevendo molte adesioni di volontariato, soprattutto da parte di personale sanitario. In considerazione del fatto che la nostra missione in Haiti ruota attorno all’Ospedale St. Camille, tutte queste adesioni non possono che essere benvenute.
Contattati ieri sera, P. Mazzella e Sr. Dulce, superiori rispettivamente della comunità camilliana e delle Suore Ministre degli Infermi, hanno messo in guardia contro i pericoli legati alla presenza di bande armate che si stanno dando allo sciacallaggio, favorite in questo dalla assenza di ogni struttura dello Stato e della legalità. Garantire la sicurezza è difficile e consigliano di aspettare prima di partire.
CTF Central e la Provincia Piemontese stanno raccogliendo adesioni al fine di creare una lista di volontari da inviare in quella missione. Ovviamente, si aspetta il segnale di luce verde prima di dare l’OK alla partenza.
Continuano anche le raccolte di fondi da destinarsi a interventi di prima emergenza e per la ricostruzione. Anche queste verranno canalizzate non appena sarà possibile farle pervenire in tutta sicurezza ai confratelli ed alle sorelle in Haiti.
I conti correnti specifici (di CTF Central e della Provincia Piemontese) per il sostegno alle vittime del terremoto in Haiti sono:
IBAN: IT 54 E0351203200000000011643 - Credito Artigiano, Via S. Pio X, 6/1°- 00193 Roma BIC SWIFT: ARTIITM2
Madian orizzonti onlus, Iban: IT64 M054 2801 0000 0000 0077749, Banca Popolare di Bergamo, C/C POSTALE: 70170733 (da usare per la detrazione fiscale)Terremoto di Haiti
Comunicato Stampa
Roma, 14/01/2010
Ad Haiti i Ministri degli Infermi - Camilliani gestiscono un centro sanitario, un centro di formazione (seminario) ed un centro di riabilitazione motoria per bambini.
Sull'isola si trovano quattro religiosi, tre italiani ed uno africano del Burkina Faso insieme ad alcune sorelle Ministre degli Infermi che operano in ospedale e in un centro per l'alfabetizzazione delle donne. Stanno tutti bene e in questi giorni sono in piena attività di soccorso.
Purtroppo, non si hanno ancora notizie dei cinque studenti di teologia che si trovavano nella capitale per frequentare la scuola, crollata a causa delle scosse.
Solo nella giornata di mercoledì 13 gennaio, presso il centro sanitario (non essendo stato danneggiato dal sisma, se non nelle vetrate e negli arredi interni) sono state ricoverate oltre 500 persone. Una cifra elevata che permette di immaginare in quali condizioni operino i religiosi ed il personale sanitario locale.
Tutte le altre strutture Camilliane, di recente costruzione, sono in piedi anche se con danni alle finestre e agli arredi.
Difficili sono le comunicazioni essendo saltate le line elettriche e quelle telefoniche, anche i cellulari hannoormai scaricato le batterie.
La Camillian Task Force (CTF) si è subito mobilitata e sta valutando in queste ore le modalità per l'invio di una equipe.

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